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Steelorbitalcocoons (Eden's model, free cells on unit time)

Artista: Loris Cecchini

Anno: 2009

Tipologia: scultura

Tecnica: moduli in acciaio saldati

Dimensioni: 200x250x90 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0741

Scheda dell'opera

Dopo aver studiato pittura all'Accademia di Brera e aver lavorato in un laboratorio fotografico, Loris Cecchini (Milano, 1969) aveva debuttato verso la metà degli anni Novanta con le prime partecipazioni a mostre collettive. Nel 1998 era stata la volta di due importanti mostre personali toscane: No Casting alla Galleria Continua di San Gimignano, da quel momento sua galleria di riferimento, e FWD>>: Loris Cecchini al Palazzo delle Papesse a Siena. Con elaborate sculture in gomma uretanica e altri materiali sperimentali, Cecchini aveva così dato avvio a una fortunata carriera internazionale: erano seguite personali al Centro Galego de Arte Contemporánea (2000), al Museo di Castel Nuovo a Napoli (2000), alla Heidelberger Kunstverein (2001), alla Galleria Civica di Trento (2003), al Palais de Tokyo a Parigi (2004, 2007) e al MoMA P.S.1 di New York (2006). Cecchini, inoltre, aveva partecipato alla Quadriennale di Roma (1999, 2008), alla Biennale di Venezia (2001, 2005), alla Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (2006) e alla Biennale di Shangai (2006). Nel 2009 l'artista, che aveva già esposto al Centro Pecci in occasione della rassegna Futurama (2000) e in varie presentazioni della collezione permanente e che nel frattempo si era stabilito in città aprendovi il suo studio, venne quindi invitato a tenere una mostra personale presso l'istituzione pratese. Conclusa la mostra, la scultura Steelorbitalcocoons (2009) e l'installazione Around and Around, Your Free Absorbing Periphery (2009) entrarono nella collezione del Centro, dove si unirono all'installazione in gomma uretanica Stage Evidence (Empty Stalls) (2001), acquistata anni prima dagli Amici del Museo.

Steelorbitalcocoons (Eden's model, free cells on unit time) (2009) è una grande scultura a parete di oltre due metri di lunghezza, composta da piccoli moduli organici realizzati in acciaio cromato. Il modello di Eden, evocato nel titolo dell'opera, descrive i meccanismi stocastici di accrescimento di specifici aggregati, come colonie batteriche e depositi di materiali. Descritto nel 1961 dal fisico chimico americano Murray Eden (Brooklyn, 1920-Tucson, 2020), il modello è stato utilizzato per simulare al computer la crescita di gruppi anche oltre il miliardo di unità o celle. Per ogni unità di tempo, il modello offre il numero di "celle libere", ovvero i siti di crescita disponibili, definiti all'interno del perimetro del sito di accrescimento. Partendo da questo modello matematico, Cecchini elabora una scultura apparentemente astratta, ma in realtà direttamente ispirata a meccanismi di accrescimento naturali. 

Come scriveva l'artista nel catalogo della mostra del 2009, «Il modulo, componente base delle sculture, dà luogo a morfologie diverse, superfici vibranti e preziose come dei gioielli su grande scala. La stabilità e, più in generale, le caratteristiche del materiale mi hanno spesso portato a pensare, oltre che a sculture autonome tra l'astratto e il naturale, a grandi installazioni che interagissero con la superficie esterna degli edifici, lavorando con gli elementi singoli come se questi si sviluppassero similarmente a una pianta, come composizioni atomizzate, come algoritmi genetici che parlano di principi evolutivi di mutazione e moltiplicazione. L'indeterminatezza della superficie cromata diventa metafora di molteplici esperienze estetiche in fluire continuo».

Nel 2012, tre anni dopo la mostra al Centro Pecci, Cecchini utilizzò moduli in acciaio simili a quelli di Steelorbitalcocoons per una grande installazione costruita attorno a due alberi del parco della Fattoria di Celle a Santomato: The Hand, the Creatures, the Singing Garden (2012). Sempre quell'anno, i moduli tornarono nei tre elementi dell'installazione Sinapsis Paradigms and Micrologies (2012), presentata al Jardin des Plantes di Parigi. 

Dall'ottobre del 2026 l'opera è installata nella Sala degli Stemmi del Palazzo della Carovana, sede pisana della Scuola Normale Superiore. 

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Biancalucia Maglione, Loris Cecchini. Testing effects, dancing reactions, Pacini Editore, Pisa 2017, pp. 202-203