Scheda dell'opera
Diplomatosi all’Accademia di Brera nel 1984, dopo un esordio astratto Marco Cingolani (Como, 1961) spostò la sua attenzione verso le immagini fortemente medializzate della cronaca e della storia. Protagonista della scena milanese alternativa della seconda metà degli anni Ottanta, si avvicinò sia al gruppo raccolto attorno a Corrado Levi, sia allo Spazio di Via Lazzaro Palazzi, dove espose nel 1990.
Realizzato su tre grandi tele verticali, La rivoluzione siamo noi (1990-1991) si inserisce in questo momento della sua pratica. Esposto all’interno della rassegna Una scena emergente, il dipinto venne subito acquistato dal Centro Pecci. Il grande olio su tela rappresenta un corteo di protesta. I cartelli retti dai manifestanti, tuttavia, non riportano slogan politici, ma raffigurano altri volti, in tutto assimilabili a quelli dei protagonisti del corteo. In una raffinata moltiplicazione di quadri nel quadro, l’immagine di corteo pone in questione lo statuto stesso dell’immagine dipinta e la sua possibilità di essere riprodotta. Ripartendo da un celebre slogan di Joseph Beuys – «La rivoluzione siamo noi», appunto – Cingolani propone un’ironica rivoluzione tutta artistica, ricondotta sul piano rassicurante della pittura, seppur di grande formato: i ritrattati, infatti, «non manifestano per i propri diritti, ma reclamano i propri doveri. Non abbiamo diritto a un bel niente, ma dobbiamo conquistarci il diritto di costringere il mondo ad assolvere il proprio dovere».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Giulio Ciavoliello, Una Scena Emergente. Partecipazione parziale, risultati discreti, impegno buono, «Flash Art», aprile-maggio 1991, p. 144
Marco Cingolani, La verità, Loft Arte Club, Valdagno 1994
Gianmarco Russo, scheda in Flavio Fergonzi (a cura di), Arte contemporanea per la Carovana. Opere del Centro Pecci di Prato alla Scuola Normale Superiore, Pisa 2023, pp. 48-51
