Scheda dell'opera
A partire dalla fine degli anni Sessanta, l’artista, fotografa e poetessa visiva Ketty La Rocca (La Spezia, 1938-Firenze, 1976), già protagonista del Gruppo 70, concentra la sua indagine sugli aspetti comunicativi, sessuali ed emotivi della gestualità corporea. Alla Biennale di Venezia del 1972, all’interno della sezione di video e performance affidata al gallerista tedesco Gerry Schum, La Rocca presenta la video-opera Appendice per una supplica, registrazione a camera fissa di gesti eseguiti dalle mani dell’artista e di un suo collaboratore.
In un complesso processo di trascrizione e riproposizione, tipico della sua opera e non privo di valenze concettuali, nel 1974 La Rocca fotografa alcuni screen del video, li assembla e poi, facendo ricorso alla pratica del ricalco su carta trasparente, da lei definito Riduzione e già applicato alle immagini più varie, ne offre una versione ridotta e semplificata, capace di condensare i tratti essenziali del gesto.
Esposta all’interno della rassegna Fotoalchimia, curata da Mirella Bentivoglio al Centro Pecci nel 2000, questa iterazione di Appendice per una supplica è stata donata al Centro dalla stessa curatrice. L'opera è composta da due elementi: una stampa a contatto di tre strisce di rullino relative al video, per un totale di diciotto fotogrammi con interventi a mano e, sotto, la sua riduzione ricalcata dall'artista.
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Elena Del Becaro, Intermedialità al femminile: l'opera di Ketty La Rocca, Electa, Milano 2008
Angelika Stepken (a cura di), Ketty La Rocca: you: works and writings, 1964-1976, Revolver, Berlin 2017
Raffaella Perna, Monica Poggi (a cura di), Ketty La Rocca: se io fotovivo: opere 1967-1975, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2022
