Scheda dell'opera
Formatasi a Roma, nel 1986 Bruna Esposito (Roma, 1960) si era trasferita a New York, dove aveva frequentato l'Independent Study Program del Whitney Museum of American Art. Nel 1987 si era trasferita a Berlino, dove aveva proseguito le sue ricerche nell'ambito della performance e delle installazioni, costruite attorno a gesti minimi e calibrati, con materiali inusuali dai forti portati simbolici. Nel 1999 era stata tra le artiste italiane premiate con il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia curata da Harald Szeeman (Berna, 1933 - Locarno, 2005). Sempre quell'anno, aveva ricevuto il premio dell'Italian Studio Program del P.S.1 di New York. Nel 2001, con l'installazione e così sia... – una svastica sinistroversa composta sul pavimento del museo con legumi e cereali, affiancata a un fornello e una ciotola di vetro – Esposito aveva vinto la prima edizione del Premio per la giovane arte italiana. L'anno successivo, il Castello di Rivoli aveva organizzato una sua mostra personale, seguita da partecipazioni alle più importanti biennali internazionali e da altre mostre personali, tra cui quelle alla Quadriennale (2010), al MAXXI (2011) e al Madre di Napoli (2022). Nel 2020 il progetto Altri Venti - Ostro, primo episodio di una serie dedicata ai venti del Mediterraneo e incentrata sui temi della sostenibilità e delle ibridazioni culturali, vinse la nona edizione del Bando Ministeriale Italian Council. Dopo un itinerario espositivo internazionale, l'installazione venne esposta al Centro Pecci in una mostra dedicata ed entrò nella collezione.
Elemento principale di Altri Venti - Ostro è un grande gazebo in bambù e corde, sul cui soffitto è installato un ventilatore a pale, alimentato da un piccolo pannello solare da 12 Volt. Due dei pilastri del gazebo sono retti da eliche nautiche in metallo, così da potenziare ulteriormente il valore simbolico dei turbini che si formano all'interno dello spazio. I visitatori sono invitati a godere di questo spazio di refrigerio sostenibile sedendosi su una panca in bambù e utilizzando alcuni ventagli in legno realizzati dall'artista, timbrati in verde con la parola "urgente". Nella mostra da Magazzino l'opera era stata installata all'esterno, su un prato, mentre al Pecci, nella Sala Incontri del piano terra, includeva anche una stuoia. Pensata come luogo d'incontro e come spazio relazionale, l'opera, concepita nel pieno della pandemia da Covid-19, serviva anche da monito ecologista: col suo ventilatore alimentato dall'energia solare, ricordava all'osservatore-fruitore la possibilità di un rapporto diverso con l'ambiente. Nelle parole dell'artista si tratta di «una frugale alternativa alla malsana ed insostenibile aria condizionata che, a mio avviso, è un globale "male di consumo"».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Autori vari, Bruna Esposito. Altri Venti - Ostro, CURA, Roma 2022
