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"Le porte di K." da "Il Processo" di F. Kafka (II)

Artista: Chiara Diamantini

Anno: 1978

Tipologia: collage

Tecnica: fotocollage e letraset

Dimensioni: 62x47 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0151

Scheda dell'opera

Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Chiara Diamantini (Senigallia, 1949) è tra le principali esponenti delle poetiche verbo-visuali italiane. Vicina sin dagli anni Settanta a Mirella Bentivoglio, è stata inclusa in tutte le principali rassegne dedicate alla corrente. Nel 2000, la stessa Bentivoglio la coinvolse in Fotoalchimie, la collettiva allestita al Centro Pecci a seguito della quale decise di donare al Centro tre opere, tra cui "Le porte di K.” da "Il Processo" di Franz Kafka (II) (1978).

Come la maggior parte delle opere di Diamantini, anche questo collage fotografico con interventi in letraset è derivato da un’opera letteraria, da cui l’artista preleva sottotesti o endotesti che poi restitiuisce visivamente. In questo caso, la fonte è il celebre romanzo Il processo dello scrittore Franz Kafka (Praga, 1883 - Kierling, 1924), scritto in tedesco fra 1914 e 1915 e pubblicato postumo nel 1925, resoconto delle inspiegabili vicende giudiziare di Josef K., alla base di espressioni oggi idiomatiche come “vicenda kafkiana”.

L'opera segue lo stesso principio di un altro lavoro in collezione, "Le porte di K.” da "Il Processo" di Franz Kafka (I), ma anziché comporre numerose fotografie di porte abbina soltanto la fotografia di una finestra e una citazione dal finale del romanzo: «Come una luce guizza all'improvviso, così si spalancarono le imposte di una finestra». Dopo il senso di chiusura trasmesso dalle porte, emblema del processo, l'improvvisa apertura trasmessa dalla finestra. 

Testo di Giorgio Di Domenico