Scheda dell'opera
Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Chiara Diamantini (Senigallia, 1949) è tra le principali esponenti delle poetiche verbo-visuali italiane. Vicina sin dagli anni Settanta a Mirella Bentivoglio, è stata inclusa in tutte le principali rassegne dedicate alla corrente. Nel 2000, la stessa Bentivoglio la coinvolse in Fotoalchimie, la collettiva allestita al Centro Pecci a seguito della quale decise di donare al Centro tre opere, tra cui "Le porte di K.” da "Il Processo" di Franz Kafka (1978).
Come la maggior parte delle opere di Diamantini, anche questo collage fotografico con interventi in letraset è derivato da un’opera letteraria, da cui l’artista preleva sottotesti o endotesti che poi restitiuisce visivamente. In questo caso, la fonte è il celebre romanzo Il processo dello scrittore Franz Kafka (Praga, 1883 - Kierling, 1924), scritto in tedesco fra 1914 e 1915 e pubblicato postumo nel 1925, resoconto delle inspiegabili vicende giudiziare di Josef K., alla base di espressioni oggi idiomatiche come “vicenda kafkiana”.
Nell’opera di formato medio-grande, l’artista riproduce quarantotto fotografie di porte, più o meno socchiuse, abbinandole a tutti i passaggi del romanzo in cui vengono citate interazioni tra K. e una porta: «K. guardò la porta», «K. si affacciò alla porta», «K. che spalancò la porta», e così via. La griglia serrata dell’insieme restituisce il clima di ansia e asfissiante claustrofobia che attraversa il romanzo.
Testo di Giorgio Di Domenico
