Scheda dell'opera
Formatosi come geologo, Mauro Manfredi (Parma, 1933 - Sarzana, 2004) è stato nel 1968 tra i fondatori della galleria Il Gabbiano di La Spezia. Attivo sin dagli anni Sessanta nell’ambito della poesia concreta, fino ai primi anni Duemila si è dedicato all’indagine della parola visualizzata, attraverso cicli coerenti di libri d’artista e lavori come La parola avvolgente, La fienagione delle parole, Reisebilder, Essenze poetiche e Fluxorium. Incluso nelle principali rassegne Fluxus e di poesia visiva, nel 2000 venne invitato da Mirella Bentivoglio a prendere parte alla rassegna Fotoalchimie, allestita quell’anno al Centro Pecci. A seguito della mostra, Manfredi donò al Centro due dei lavori esposti.
John Lennon (1990) è uno di questi: attraverso una tecnica diffusa negli ambiti della poesia visiva e concreta – la scomposizione in striscioline di un’immagine trovata – Manfredi combina la scrittura e l'immagine pubblica del cantante britannico (Liverpool, 1940 - Dakota, 1980). A un ritratto in bianco e nero di Lennon, riconoscibile per gli iconici occhiali rotondi, sono infatti sovrapposti versi scritti a mano di alcune delle sue canzoni più celebri: «Why she had to go I don’t know, she wouldn’t say. I said something wrong now» recita ad esempio la prima riga, citando da Yesterday (1965), mentre la successiva è dedicata a Eleanor Rigby (1966).
Testo di Giorgio Di Domenico
