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Il grande vetro

Artista: Bernhard Rüdiger

Anno: 1991

Tipologia: installazione

Tecnica: vetro, staffe di ferro, angoliere

Dimensioni: 240x500 cm

Provenienza: acquisto presso l'artista

Riferimento: 0035

Scheda dell'opera

Formatosi con Luciano Fabro all’Accademia di Brera, Bernhard Rüdiger (Roma, 1964) è stato tra i frequentatori della Casa degli Artisti, tra i fondatori dello Spazio di via Lazzaro Palazzi e tra gli animatori della rivista «Tiracorrendo».

In occasione di Una scena emergente, oltre a Cubo, anch’esso entrato in collezione, l’artista ideò un intervento architettonico sullo spazio del museo: decise di lasciare socchiuso il portellone utilizzato per introdurre opere di grandi dimensioni nelle sale espositive e vi installò un pannello in vetro. Come ha recentemente ricordato l’artista, l’opera si poneva in stretto dialogo con la struttura del museo: «A few days before the beginning of the first Gulf War, the center of the last exhibition room of the Contemporary Art Museus is empty [...] The back wall of this museum without windows has been opened up from the floor to the ceiling. The Large Glass looks out over the suburbs of Prato». In qualche modo, insomma, Il grande vetro serviva ad aprire la mostra, e con essa l’istituzione, verso la realtà esterna: da un lato i fatti drammatici della geopolitica internazionale, dall’altro il contesto sociale della periferia pratese, rispetto ai quali sembrava inevitabilmente disconnesso e poco “trasparente”. Alla mostra l’artista aveva dedicato anche un breve articolo polemico pubblicato su «Tiracorrendo»: Dove Prato dimostra che tutto è possibile e nulla accade. Nel testo l’artista attaccava l’inconsistenza del sistema artistico italiano, documentava lo scontento dei critici esclusi dalla rassegna e infine rifletteva sugli errori degli artisti: «Alla gestione del museo non va imputato nulla. La nostra disattenzione per il mondo e la sciatteria nel giudicare persone ed eventi resta l’unico imputato. Comincia a farsi strada la sensazione che la convivenza in arte, in verità, si basa su quello che noi stessi vogliamo».

Il titolo dell’intervento, Il grande vetro, calcava il titolo informale con cui è noto il pannello in vetro Mariée mise à nu par ses célibataires, même, realizzato da Marcel Duchamp tra il 1915 e il 1923 e presto diventato l’opera simbolo della pratica dell’artista. Come ricordato recentemente da Andrea Rabbiosi, del resto, la riflessione collettiva sull’opera di Duchamp, e in particolare sul Grand Verre, aveva a lungo tenuto impegnato il gruppo di Via Lazzaro Palazzi.

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Bernhard Rüdiger, Dove Prato dimostra che tutto è possibile e nulla accade, «Tiracorrendo», II, 3, dicembre 1990, p. 15

Giulia Kimberly Colombo, “Non facciamo da soli, cerchiamo di portare dentro al lavoro la dimensione di relazione”. Uno Zibaldone collettivo trent’anni dopo, in Cristina Baldacci, Iolanda Ratti (a cura di), Lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi al Museo del Novecento di Milano. L’archivio come opera in divenire, Electa, Milano 2022, pp. 53-90

Bernhard Rüdiger, Forty-Nine Exhibitions, Mousse, Milano 2022, p. 433