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Cucina rosa

Artista: Sandra Tomboloni

Anno: 2000

Tipologia: scultura

Tecnica: elettrodomestico in acciaio, pongo

Dimensioni: 70x51 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0278

Scheda dell'opera

Formatasi come costumista e poi pittrice all’Accademia di Firenze, Sandra Tomboloni (Pelago, 1961), dopo un periodo di difficoltà personali, sale all’attenzione del sistema artistico italiano attorno alla metà degli anni Novanta, con mostre personali alla Galleria Gentili di Firenze (1995, 1996) e presso Albert Baronian a Bruxelles (1998). Inclusa in Aperto ‘95, aveva collaborato con la Compagnia Virgilio Sieni Danza e con la Fondazione Fabbrica Europa; nel 2000 aveva presentato due grandi installazioni al Palazzo delle Papesse di Siena e proprio al Centro Pecci di Prato. 

All’interno della rassegna del 2000 Futurama, dedicata a una ricognizione della giovane arte italiana, Tomboloni presenta tre elettrodomestici coperti di pongo, poi entrati nella collezione del Centro: Cucina rosa, Frigorifero rosso e Lavatrice gialla, tutti realizzati nel 2000. Come scriveva Saretto Cincinelli nel catalogo della rassegna, «Più e meno, eccesso e mancanza, costituiscono le polarità entro cui oscilla senza posa ed in permanente precario equilibrio la ricerca di Sandra Tomboloni; per lei, infatti, come per Artaud, “le cose non sono ancora fatte”, “non c’è ancora mondo” o, detto altrimenti, l’atto di nascere non è mai definitivamente compiuto: è questa la ragione profonda della scelta del pongo quale materia d’elezione. Antimonumentali e caduche, risultato di un gesto riluttante ad imporre qualsiasi forma definitiva alla materia, le sue creazioni odorano d’infanzia, si offrono come icone provvisorie che paiono retrocedere in se stesse per testimoniare il proprio accadere, fissando, paradossalmente, nell’instabilità una maniera di sentire il mondo che anticipa ogni interpretazione».

Più recentemente, in occasione della collettiva Colorescenze. Artiste, Toscana, Futuro, organizzata dal Centro Pecci nell’estate del 2024, Elena Magini ha sottolineato come «Sin dai primi lavori in plastilina, Tomboloni si affida alla manipolazione del materiale per imprimere una traccia di sé, la memoria del proprio passaggio sulla superficie delle cose». Combinando immaginario domestico femminile e memorie infantili, gli elettrodomestici avvolti nel pongo condensano una riflessione intima, ma universale sulle dinamiche e le memorie familiari.

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Saretto Cincinelli, Panorama con spettatore, in Bruno Corà, Raffaele Gavarro, Marco Meneguzzo (a cura di), Futurama. Arte in Italia. Frequenze e segnali dalle ultime generazioni, Gli Ori, Prato 2000, pp. 273-285

Stefania Gori (a cura di), Sandra Tomboloni. La Bad Girl italiana, Gli Ori, Pistoia 2018

Elena Magini, Colorescenze. Fare arte in contatto perenne con il mondo, in Stefano Collicelli Cagol, Elena Magini (a cura di), Colorescenze. Artiste, Toscana, Futuro, Centro Pecci + NERO, Prato-Roma 2024, pp. 10-22