Un regista in crisi dialoga con una presunta intelligenza artificiale che genera una serie di variazioni deliranti su Dracula, tra politica, folklore e commedia. Il film procede per frammenti attraverso derive meta‑cinematografiche e invenzioni visive volutamente sgraziate.
Sorta di film saggio che sprofonda volontariamente nel trash e nella boutade per parlare del succhiasangue per eccellenza, ma anche di capitalismo, appropriazione culturale, e libertà di pensiero/azione. (Raffaele Meale)
Radu Jude reinventa il vampiro in un collage dissacrante: AI, pornografia, parodia e citazioni da Murnau a Coppola per un’irriverente riscrittura del mito. (Francesco Cianciarelli)
In concorso il nuovo lavoro di Radu Jude, i mille volti del vampiro incarnati dal capitalismo odierno. Le maschere del macho e del prete, i detour e le citazioni, gli intermezzi del regista con l’IA, il ruolo dei social. (Cristina Piccino)
