Cresciuta in un ambiente distrutto da violenza e alcol, dopo un’infanzia segnata da abusi, l’irrequieta Lidia (Imogen Poots) trova rifugio nel nuoto agonistico, nella sperimentazione sessuale, in relazioni tossiche e nella dipendenza, prima di trovare la propria voce attraverso la scrittura. La strada verso l’autodistruzione svolta verso una inattesa nuova destinazione attraverso la letteratura.
Un potente racconto di autodeterminazione femminile attraverso la memoria, il corpo e il desiderio e un’esplorazione intima della libertà femminile oltre ogni convenzione.
In anteprima il 10 giugno: Kristen Stewart (in collegamento) presenta il suo esordio alla regia
In tutte la sale dall’11 giugno, solo in vos. Un’occasione unica per il pubblico, che potrà ascoltarla direttamente parlare del film, del lavoro fatto sull’adattamento e del suo passaggio alla regia. Scopri l'evento ↗
"Ho incontrato per la prima volta La cronologia dell’acqua nel 2017 sul mio Kindle. Fin dalla prima pagina ho sentito una corrente elettrica: un viaggio frastagliato e non lineare attraverso trauma e memoria, diverso da qualsiasi cosa avessi mai letto. Dopo 40 pagine ho avuto una reazione fisica: ho posato il libro e ho detto al mio team che dovevo parlare con chi lo aveva scritto. Ciò che mi ha colpito è stata la frammentazione: Yuknavitch non offre una narrazione ordinata, ma frammenti di vita che il lettore deve ricomporre. Questo processo di ricostruzione è diventato il cuore del mio primo film. Amo Lidia, in un certo senso è sacra per me. Ci sono voci che ti aiutano a trovare la tua. Per otto anni ho scritto e riscritto - ho fatto centinaia di versioni - modellando una sceneggiatura che fosse effimera e neurologica come la memoria stessa. Il mio film è un invito a guardare la bruttezza, a confrontarsi con la vergogna e a riconoscere che il nostro corpo e la nostra storia ci appartengono. Spero che il pubblico esca dal film comprendendo che riappropriarsi della propria voce - attraverso la scrittura, l’arte o il racconto - è un atto di potere radicale". (Kristen Stewart)
