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Sho

Artista: Elisabetta Gut

Anno: 1996

Tipologia: oggetto

Tecnica: scrittura su rullino di pellicola fotografica

Dimensioni: 6x4x4 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0170

Scheda dell'opera

Nata a Roma da padre svizzero e madre italiana, rifugiata a Zurigo durante la guerra, Isabella Gut (Roma, 1934-2024) si era avvicinata alla pittura di area post-cubista e informale nella Roma dei primi anni Cinquanta. Entrata in contatto con gli ambienti della poesia visiva, aveva avviato una ricerca personale sui rapporti tra immagine e scrittura, condotta attraverso collage e assemblaggi su carta in cui faceva spesso riferimento alla musica e ricorso a fili ed elementi vegetali. Già nel 1964 aveva realizzato Diario, il primo di una lunga serie di libri-oggetto. Protagonista a partire dal 1956 di oltre trenta mostre personali in Italia e all’estero, nel 1978 Gut venne inclusa da Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017) nella rassegna Materializzazione del linguaggio, parte della Biennale di Venezia di quell’anno. La mostra si inseriva in una stretta e duratura collaborazione tra l’artista e la critica, proseguita nei decenni successivi. Nel 2000 fu infatti ancora Bentivoglio a includerla nella collettiva Fotoalchimie, da lei curata al Centro Pecci. In quell’occasione, l’artista donò due sue opere alla Collezione del Centro.

Sho (1996) è una piccola opera, insolita all’interno della produzione di Gut: si tratta di un rullino fotografico, su cui l’artista ha tracciato con un pennarello bianco dei caratteri che ricordano ideogrammi giapponesi. Il titolo dell’opera è particolarmente indicativo: in giapponese, infatti, sho (書) indica la scrittura e la calligrafia, cioè la pratica artistica della scrittura. Da sempre interessata a pratiche di scrittura visiva incentrate sul mezzo fotografico, Gut utilizza le tecniche di scrittura orientali per rimandare a una possibile identificazione tra parola e immagine. La scelta del supporto fotografico è altrettanto significativa: Gut si sostituisce alla luce, foto-, e con la sua scrittura, -grafia, realizza una serie di immagini.

Testo di Giorgio Di Domenico