Scheda dell'opera
Luigi Di Sarro (Lamezia Terme, 1941 - Roma, 1979), medico e artista, laureatosi in medicina alla Sapienza nel 1967 e diplomatosi cinque anni dopo all’Accademia di Belle Arti, dove diventerà poi docente di anatomia artistica, è stato tra i più importanti innovatori della ricerca fotografica e dell’incisione nell’Italia degli anni Settanta. Instancabile sperimentatore, il suo principale ambito di interesse è stato quello delle interazioni tra la luce e il corpo in movimento e, più in generale, quello dei rapporti tra arte e scienza. Studente all’Art Students League di New York (1971), incisore in Giappone (1975) e membro del Gruppo-laboratorio della Calcografia Nazionale (1976-1977), nel 1978 aveva aperto a Roma lo spazio MICRON / Studio d’Arte Sperimentale / Foto - Sign - Movement - Sound. Ucciso a soli trentasette anni da un colpo di arma da fuoco sparato nelle settimane di massima tensione degli anni di piombo dal carabiniere in borghese Arturo Di Palma, Di Sarro ha lasciato un vasto patrimonio di opere e materiali archivistici, gestito dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea a lui intitolato dalla famiglia.
I due Senza titolo del 1973 nella collezione del Centro Pecci appartengono alla serie più celebre tra i suoi lavori fotografici: quella degli autoritratti a lunga esposizione, in cui faceva ricorso a fonti luminose per tracciare segni astratti o scrivere vere e proprie parole. Esposte al Pecci in occasione della rassegna Fotoalchimia curata nel 2000 da Mirella Bentivoglio, furono donati al Centro degli eredi dell’artista. Come ha ricordato la stessa Bentivoglio in un articolo del 2001, «In performances solitarie, tenendo in mano una luce che cancellasse nell'ombra la sua persona, scriveva nel vuoto grovigli segnici luminosi che l'autoscatto fissava in intriganti fotografie. L'obiettivo restava aperto mentre la luce si muoveva, così cogliendone in un'unica immagine i movimenti. Questi particolari lavori (preceduti solo da alcuni timidi e poco noti disegni iconico-fotografici tracciati nell'aria dall'anziano Picasso) sembrano da lui implicitamente dedicati al nome stesso della tecnica impiegata, ossia alla parola fotografia che, secondo l'etimologia greca, significa "scrittura di luce". Certo non fu consapevole di avere eseguito il ritratto di una parola, ma l'opera fotografica rivela l'inconscio più dell'opera pittorica, lenta e razionalmente controllata».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Enrico Crispolti, Luigi Di Sarro. Una ricerca interrotta, Carte Segrete, Roma 1980
Mirella Bentivoglio, Luigi Di Sarro e la scrittura, Campanotto, Udine 1991
Mirella Bentivoglio, Luigi Di Sarro, il corpo come unità di misura, «il manifesto», 22 giugno 2001
Carlotta Sylos Calò, Arte e fotografia tra gli anni Sessanta e Settanta. Il laboratorio fotografico di Luigi Di Sarro, Gangemi, Roma 2010
Carla Cucchiarelli, Quella notte a Roma. Biografia di Luigi Di Sarro, Iacobelli, Roma 2013
