Scheda dell'opera
Laureato in filosofia all’Università Statale di Milano, Massimo Kaufmann (Milano, 1963) esordisce come pittore con una mostra organizzata dalla Galleria Fac Simile di Milano nel 1987. Vicino a Corrado Levi, nel 1987 espone sia nella collettiva Spunti di giovane arte italiana allestita nel suo studio, sia nella rassegna Arte nuova d’Italia allo Studio Marconi. Nello stesso anno tiene la sua prima personale presso lo Studio Guenzani, sua galleria di riferimento nel passaggio tra i due decenni. Qui, nel 1990, allestisce la mostra Ubi Consistam: distanziandosi dalla sua pratica più rigidamente pittorica, presenta una grande installazione composta da veli in tulle retroilluminati, su cui è intervenuto con disegni in silicone, raffiguranti spirali o altre strutture geometriche.
L’anno successivo, Kaufmann presenta un’opera analoga, subito acquisita dal Centro Pecci, all’interno della rassegna Una scena emergente. Propedeutica all’eternità, titolo che tradisce gli interessi teologici dell’artista, già evidenti nei lavori dedicati al tema dell’Annunciazione, è infatti composta da una serie di veli di tulle appesi in sequenza a formare un ideale cubo sospeso di tre metri di lato, retroilluminati da un potente riflettore e decorati con disegni in silicone. Nelle intenzioni di Kaufmann, la struttura a strati del lavoro permetteva di restituire la complessità tridimensionale dei processi di ideazione e progettazione artistica. Come dichiarò l’artista ad Angela Vettese nel 1991, «Gli ultimi tulle sono la rappresentazione non tanto di ciò che sto pensando , ma di come Sto pensando. Se li sovrappongo uno all'altro, vedo proprio la rappresentazione del movimento della mente, con un oggetto che avanza e uno che si allontana». Ciò si traduceva anche in una precisa scelta tecnica: «L’usare il silicone, che è questa siringona con cui disegno sul tulle, è talmente veloce, e la puoi utilizzare al meglio solo se le dai retta, se ti fai trascinare da quello che stai usando, anche se naturalmente quello che stai usando sei arrivato a deciderlo perché ti piaceva»
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Franco Mollica, Massimo Kaufmann, «Tema Celeste», 27-28, novembre-dicembre 1990
Angela Vettese, Massimo Kaufmann, «Flash Art», 160, febbraio-marzo 1991
