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La città che s'alza

Artista: Amedeo Martegani

Anno: 1990

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 70x90 cm

Provenienza: acquisto presso l'artista

Riferimento: 0037

Scheda dell'opera

Amedeo Martegani (Milano, 1983) esordì sulla scena artistica milanese verso la metà degli anni Ottanta, ancora studente di architettura, fondando il gruppo della Brown Boveri, subito sostenuto dal gallerista Giò Marconi e da Corrado Levi. Insieme agli altri esponenti di quel gruppo informale nel 1991 Martegani fu incluso nella rassegna Una scena emergente, esponendo un carboncino e vari dipinti a olio, tra cui La città che s’alza, subito acquistato dal Centro.

Dipingendo al buio su immagini proiettate e poi raschiando il colore con altri pennelli, Martegani ottiene effetti sospesi tra la figurazione e l’astrazione, influenzati dai processi di stampa meccanica. Basato su una fotografia scattata dallo stesso Martegani a uno svincolo della tangenziale di Milano, La città che s’alza aggiorna il fondativo capolavoro futurista di Umberto Boccioni (La città che sale, 1911) riconducendolo all’immaginario cittadino notturno dell’inizio degli anni Novanta, tra fari d’automobile e cromie acide. Il paesaggio urbano, contaminato dall’immaginario lavorativo implicato dall’alzarsi, diventa così pretesto per una sottile riflessione sullo statuto della pittura in rapporto all’immagine fotografica, certamente consapevole delle ricerche coeve e precedenti del tedesco Gerhard Richter.

Come ha scritto Virginia Magnaghi, «La città che s’alza è esemplare del lavoro dell’artista nel periodo di passaggio tra gli anni Ottanta e i Novanta. In questa fase creativa Martegani sembrava interessato soprattutto alle possibilità di interferenza tra la propria azione pittorica e una immagine già data ma quasi negata dalla pittura stessa».

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Virginia Magnaghi, scheda in Flavio Fergonzi (a cura di), Arte contemporanea per la Carovana. Opere del Centro Pecci di Prato alla Scuola Normale Superiore, Pisa 2023, pp. 84-87