Scheda dell'opera
Entrambi genovesi e pressoché coetanei, nel 1987 Marco Formento (Genova, 1965) e Ivano Sossella (Genova, 1963) fondano con Cesare Viel, Luca Vitone, Tommaso Tozzi e Filippo Falaguasta il gruppo Arte(Dissipazione), incentrato sull’abbandono del valore degli oggetti e delle narrazioni, a favore di un atteggiamento dissipativo fondato sul valore intrinseco della distribuzione. In questo contesto, i due danno vita al progetto Supplemento, un’entità editoriale nomade che colonizza riviste, cataloghi e altre pubblicazioni.
Invitati a partecipare a Una scena emergente, fedeli alla loro prassi decidono di inserire un fascicolo di supplemento al catalogo della mostra. Non solo: i due espongono anche alcune loro opere realizzate precedentemente, ma all’interno di due camper installati nel cortile del Centro. Il nuovo contesto espositivo creato dai due serve da “supplemento” alla mostra, portando per la prima volta l’attività del duo al di là dello spazio editoriale. Sempre nel 1991, contribuiscono con un loro supplemento anche alla trasmissione televisiva BLOB. Un’operazione analoga sancì la loro partecipazione a documenta 9 (1992), con l’offerta di tour guidati di Weimar, e alla sezione Aperto ‘93 della Biennale, con un parco giochi installato all’Arsenale.
Tra le opere esposte in Una scena emergente, AN ANTHOLOGY from NEWSWEEEK (1992) replicava uno schema tipico dell’attività di Formento, interessato al valore processuale dell’antologia e alle sue possibilità di distribuzione: l'artista aveva selezionato dodici stralci da una rivista – in questo caso «Newsweek» –, li aveva inviati sottoforma di diapositive alla galleria o al museo che aveva poi dovuto decidere come esporle, chiedendo indietro una documentazione dell’atto installativo che, una volta firmata, avrebbe costituito parte integrante dell’opera. ON AUTHORIZATION: SKEMA-M Il mostro di Düsseldorf(1991) replica invece uno degli schemi operativi tipici di Sossella: l’artista ottenne ed espose l’autorizzazione condizionata a utilizzare materiale artistico altrui, in questo caso il noir di Fritz Lang del 1931, uno dei primi film sonori al mondo. Come chiarisce l’artista nel Supplemento allegato al catalogo, «Ogni realizzazione sarà legittimata e autorizzata come opera d’arte ancor prima della sua presentazione. Così, l’unico lavoro sarà la compilazione delle condizioni che ne comanderanno la formulazione».
In occasione dell’acquisto delle due opere da parte del Centro, i due consegnano anche un Progetto di installazione per la collezione del Pecci (1991), costituito da una tenda che possa rimpiazzare i camper ormai partiti. Alcune fotografie di allestimento di Una scena emergente mostrano la tenda smontata, gialla e bianca, gettata a terra in un angolo del museo, con le videocassette di Supplemento appoggiate su quel campeggio fallito.
Testo di Giorgio Di Domenico
