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Karen Kilimnik. ABRACADABRA

    Mostre
  • A cura di Stefano Collicelli Cagol e Michele Bertolino

    Karen Kilimnik, The Joker Episode of the Avengers, 1991. Materiali vari, dimensioni variabili. Courtesy l'artista, Sprüth Magers e Galerie Eva Presenhuber
    Karen Kilimnik, The Joker Episode of the Avengers, 1991. Materiali vari, dimensioni variabili. Courtesy l'artista, Sprüth Magers e Galerie Eva Presenhuber

    Il Centro Pecci presenta Karen Kilimnik. Abracadabra, un'ampia mostra personale che riunisce opere inedite e già note, prodotte nell’arco degli oltre quattro decenni di carriera dell’artista . Curata da Stefano Collicelli Cagol e Michele Bertolino, Abracadabra propone oltre cento lavori, dagli anni Ottanta a oggi, che attraversano i diversi media utilizzati da Karen Kilimnik.

    Il lavoro di Kilimnik intreccia storia dell'arte, moda e libri e comprende pittura, fotografia, video e mise-en-scène. I suoi dipinti, spesso solo in apparenza semplici, raffigurano paesaggi romantici, interni e figure enigmatiche. Nella sua opera glamour e romanticismo si intrecciano. La magia può trasformare gli oggetti quotidiani in qualcosa di diverso.

    Abracadabra affronta il lavoro dell'artista a partire dalla magia, intesa come tema centrale della sua produzione. Il titolo vuole inoltre sottolineare il suo uso del linguaggio e delle parole – che compaiono di frequente sia nei primi disegni e sono centrali nei titoli dei dipinti – e che funzionano come formule magiche capaci di trasfigurare immagini e materiali tratti dalla vita quotidiana.

    Presentando una produzione di rara ampiezza e concentrandosi in particolare sulle scenografie teatrali e sulla magia delle fiabe, la mostra include assemblage storici (The Joker Episode of the Avengers, 1991; Swan Lake, 1992; Fountain of Youth, 1992), alcuni dei suoi celebri disegni (Brigitte Bardot Shopping in Shorts, 1985; Knockout, 1988; Best friends - snowflake + midnight, 2007; Sirens, 1999), le sue serie fotografiche più importanti (Me as …, 1988-1994) insieme ad alcuni ritratti (Princess Di, That Dress, 1997; Miss France, the Mastermind, 2026), dipinti di paesaggio (the forest of the elves, 2013; flowers in the fairy countryside, 2014) e sculture (Endurance in the Ice, 2000; The Endurance at Night, 2000). Accanto a queste opere fondamentali, alcune delle quali non vengono esposte da molti anni, la mostra presenta una nuova produzione: un pianoforte magico che suona estratti dal Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn, insieme a fotografie incorniciate di famiglie di fate.

    Abracadabra è la seconda occasione in cui Karen Kilimnik presenta il proprio lavoro al Centro Pecci. La prima risale al 1992, quando partecipò a Small Medium Large. Lifesize, una collettiva al Centro Pecci con Pep Agut, Paolo Canevari, Sylvie Fleury, Anya Gallaccio, Huang Yong Ping, Edwin Janssen, Ivonne Jokl e Vik Muniz. Nell'installazione realizzata per l'occasione e subito acquisita dal Centro Pecci (The Umbrella Shop Part 1 e The Umbrella Shop Part 2 From the Episode 'The correct way to kill', The Avengers), Kilimnik rendeva omaggio al celebre programma televisivo degli anni Sessanta The Avengers (in Italia, Agente speciale), proponendo una riflessione ironica e irriverente sui meccanismi dell'intrattenimento di massa e sul ruolo che esso svolge nel plasmare i gusti e gli immaginari collettivi.

    Abracadabra apre in concomitanza con Karen Kilimnik in the Kunstverein, organizzata dal Kunstverein Hamburg e curata da Milan Ther e Sarah Messerschmidt. Le due mostre sono esposizioni distinte che presentano lavori recenti e inediti di Karen Kilimnik. Insieme, queste mostre permettono al pubblico di approfondire il lavoro di Kilimnik come mai prima d'ora, offrendo nel loro complesso una panoramica della produzione più recente e di quella storica, ciascuna con nuovi lavori che testimoniano la potente visione dell'artista oggi.