Centro Pecci School è l’appuntamento del sabato mattina per aprire lo sguardo sull’arte e sul cinema. Il percorso ARTE esplora le ricerche artistiche e il loro rapporto con il mondo contemporaneo, insieme a chi le studia e le attraversa ogni giorno.
Che rapporto c’è tra le biennali d’arte e la politica internazionale? In che modo una mostra contribuisce al prestigio di un paese o trasforma la città che la ospita?
Dalla nascita della Biennale di Venezia nel 1895, le biennali d’arte contemporanea si sono affermate come strumenti di soft power: un modo per esercitare influenza attraverso la cultura. Da Venezia a Gwangju, da São Paulo a Dakar, i padiglioni nazionali e la circolazione di artisti, curatori e collezionisti riflettono e alimentano le dinamiche della globalizzazione.
Questo modello porta con sé diverse contraddizioni: un linguaggio artistico internazionale che rischia di appiattire le specificità locali; comunità spesso escluse dalle decisioni sugli eventi che ospitano; un’arte chiamata a rispondere a obiettivi di promozione turistica e di immagine territoriale.
Masterclass a cura di Vittoria Martini
L'intervento propone una riflessione critica sul doppio volto delle biennali contemporanee: strumento di visibilità internazionale e diplomazia culturale da un lato, dispositivo di potere e di disuguaglianza simbolica dall'altro.
Modalità di partecipazione
Tutte le lezioni sono in italiano e si svolgono il sabato alle ore 11:00 nella sala cinema del Centro Pecci, con una durata massima di un’ora e mezza. È possibile partecipare a un singolo incontro oppure acquistare un abbonamento per il percorso ARTE, per il percorso CINEMA o per entrambi. Gli abbonamenti sono disponibili per il ciclo 2026, per il ciclo 2027 o per l’intero programma.
- Biglietto per singolo incontro: 5€
- Gratuito per studentesse/studenti, persone inoccupate e disoccupate, Members e Soci
Il biglietto comprende anche l’ingresso alle mostre. Abbonamenti disponibili.
Vittoria Martini è una storica dell'arte contemporanea (PhD) e ricercatrice indipendente il cui lavoro si concentra sulla storia della Biennale di Venezia come chiave di lettura per immaginare un uso sociale diverso delle istituzioni culturali. Le sue pubblicazioni più recenti includono Art has nothing to do with the UN: Internationalism as rhetoric at the Venice Biennale, (Verso Blog, 2026), Art is not an Innocent Field: reflection on the borders of the Venice Biennale (Routledge, 2025), The Dreamers of the Day. An attempt to imagine the Venice Biennale as a shared rooted cultural space (Neroeditions, 2025), The Responsibility of a Cultural Institution (Neroeditions, 2024) e The Giardini: Status of the Property (König, 2022).
