Il Centro Pecci presenta l’inaugurazione della mostra Arte video e ambiente, a cura di Stefano Pezzato, responsabile collezione e archivi del Centro Pecci.
La mostra propone un percorso di opere video provenienti dalla collezione del Centro Pecci, mettendo in relazione immagine in movimento e ambiente attraverso pratiche artistiche che spaziano dall’indagine sociale alla dimensione rituale, dal paesaggio all’azione performativa.
Il progetto, ospitato da Casa Masaccio dal 30 aprile al 30 maggio 2026, si inserisce nell’ambito della Rete del Contemporaneo in Toscana e del programma dedicato all’arte ambientale.
Opere video in esposizione:
Gianni Pettena, The Pig (Carosello italiano), 1968
Video (conversione da film 16 mm), bianco e nero, sonoro magnetico, formato 4:3, monitor (8’ 26”, in loop).
Centro Pecci, Prato. Courtesy Archivio Gianni Pettena.
Montaggio veloce e ritmato di filmati dell’autore e materiali d’archivio: immagini del genocidio nel Vietnam si susseguono ai riti della società di massa, il traffico, lo shopping.
Alberto Moretti, Il magico è la scienza della giungla, 1974
Video (conversione da film Super8), colore, sonoro magnetico, formato 4:3, monitor.
(17’ 34”, in loop). Centro Pecci, Prato. Courtesy Archivio Alberto Moretti.
Tentativo sperimentale girato in riva all’Arno, con l’immagine speculare di una ‘appropriazione’ del sole riflesso sull’acqua, che trae spunto da un rito ancestrale.
Ulan Djaparov, E la nave va…, 2003
Video, colore, sonoro ambientale, formato 16:9, proiezione o monitor (3’ 27”, in loop).
Centro Pecci, Prato. Comodato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Azione rituale di spogliazione e immersione effettuata dall’artista, che lascia dietro di sé solo una traccia individuale della propria esistenza, destinata a dissolversi nell’universo.
Botto e Bruno, Kids’ Riot, 2006-2007
Video digitale, bianco e nero, musica di Declino (Eresia, 1984), formato 4:3, proiezione.
(3‘ 10”, in loop). Centro Pecci, Prato. Courtesy gli artisti.
Battaglia a colpi di scatole di cartone improvvisata da bambini di strada, protagonisti inconsapevoli nello scenario urbano, con sottofondo musicale hardcore in crescendo.
Yang Jiechang, Landscape Da Vinci – Tchoong!!, 2009
Video digitale, colore, sonoro ambientale, formato 4:3, proiezione (o retroproiezione) in verticale su schermo sospeso (13’ 55”, in loop). Centro Pecci, Prato. Comodato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Sullo sfondo leonardesco, sfumato, del paesaggio toscano, l’artista/arciere indirizza verso lo spettatore/bersaglio il proprio gesto forte e controllato di tiro con l’arco.
Michael Fliri, 0O°°°oo0Oo°O0, 2010
Video digitale, colore, sonoro ambientale, formato 16:9, proiezione (3’ 35”, in loop).
Centro Pecci, Prato. Courtesy l’artista.
Immersione in un micro-habitat subacqueo completamente capovolto che sviluppa, attraverso gesti minimi in un tempo dilatato e sospeso, un’intensa visione immaginativa.
Elena Mazzi – Sara Tirelli, A fragmented world, 2019
Video HD a un canale, bianco e nero, suoni e campionature in presa diretta di Giuseppe Cordaro, formato 16:9, proiezione (5’ 10”, in loop). Centro Pecci, Prato. Opera acquisita grazie al PAC 2020 – Piano Arte Contemporanea del Ministero della Cultura, Direzione Generale Creatività Contemporanea.
Ispirato alla “Teoria delle fratture” del fisico Bruno Giorgini, con suggestive immagini dell’Etna, rimanda a una condizione primordiale di caos, imprevedibilità e trasformazione.
