È il 1989. In un laboratorio dell'ASync Foundation si apre d'improvviso "La Soglia": un labirinto asettico composto da uffici deserti e corridoi infiniti, illuminati da una fastidiosa luce gialla a neon.
Un gruppo di ricercatori e geometri, guidato dal dottor Clark, entra nel Complex per mappare lo spazio per una futura colonizzazione che risolva la crisi abitativa sulla Terra. In questa dimensione parallela, tuttavia, il tempo scorre in modo asimmetrico e i segnali radio trasmettono voci lontane di persone non appartenenti al progetto. Quando uno dei tecnici scompare in un "noclip" improvviso, la spedizione si trasforma in una lotta per la sopravvivenza contro una presenza filiforme ma impalpabile, che pare fatta della stessa materia del luogo. Questa presenza appartiene a un seminterrato del laboratorio dove si nasconde un'enorme e terrificante periferia urbana.
Il film è basato su uno dei più affascinanti e inquietanti miti moderni nati sul web
Un fenomeno che ha ridefinito i codici dell’horror contemporaneo: le Backrooms, una dimensione liminale e potenzialmente infinita fatta di stanze vuote, corridoi senza uscita, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso attraversando la barriera della realtà.
Nato nel 2019 su un forum online, il fenomeno delle Backrooms è diventato rapidamente uno dei più virali della rete dando vita a un immaginario riconoscibile e a un universo narrativo collettivo costruito dagli utenti, fatto di corridoi infiniti e ambienti apparentemente familiari ma profondamente disturbanti. Un universo espanso attraverso video, racconti e videogame che ha trasformato una semplice suggestione visiva in una vera e propria mitologia contemporanea, capace di generare milioni di contenuti e teorie online.


