Scheda dell'opera
Dopo aver esordito negli anni Sessanta come pittrice figurariva, negli anni successivi Alba Savoi (Roma, 1929-2022) si è avvicinata all’arte tessile. Lungo gli anni Settanta ha realizzato soprattutto tele movimentate da pieghe, tagli e sovrapposizioni. Alla fine degli anni Ottanta ha iniziato a sperimentare l’utilizzo di nuovi media, come la fotografia e la xerocopia, realizzando cicli di lavori tridimensionali, spesso con elementi in tessuto: gli xero-rilievi e le xero-sculture. Dopo aver esposto in mostre personali e collettive sia in Italia, sia all’estero, tra cui quelle alla Fortezza Medicea di Siena (1977), al Brandale di Savona (1980, 1984), ai Bottini dell’Olio di Livorno (1982) e al Palazzo dei Priori di Perugia (1995), nel 2000 è stata invitata da Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017), con cui aveva già collaborato a più riprese e in particolare alla serie di mostre Fotoidea, a prendere parte alla rassegna Fotoalchimie, da lei curata al Centro Pecci.
In occasione della mostra, Savoi ha donato al Centro l'opera Xeroscultura (1989), appartenente alla fase di rinnovata sperimentazione tecnicaa avviata dall’artista alla fine degli anni Ottanta. Un blocco di legno scuro serve da supporto per sette xerocopie identiche, di formato progressivamente più piccolo, stampate su tessuto. Aperte a ventaglio, le immagini creano l’impressione di una sorta di corazza organica, ricordando da vicino i meccanismi geometrici di accrescimento naturale, tipici di conchiglie e piante.
Testo di Giorgio Di Domenico
