Scheda dell'opera
Bruno Conte (Roma, 1939-2021) esordisce giovanissimo già negli anni Cinquanta: con opere astratte dalla forte matrice onirica partecipa alla Biennale di Venezia del 1956 e alle Quadriennali di Roma del 1955 e del 1960. Avviata una parallela ricerca letteraria, nei primi anni Sessanta sperimenta l’inserzione di testi all’interno dei suoi dipinti, realizzati rigorosamente su tavola. Nel corso del decennio la sua produzione si fa sempre più materica, con rilievi in legno, pittura e collage. Queste sperimentazioni lasciano progressivamente il campo a costruzioni apertamente oggettuali, realizzate soprattutto in legno. Nel corso degli anni Settanta inizia così a realizzare le opere per cui è forse più celebre: libri lignei a pagine mobili, al cui interno prosegue la sua intensa ricerca formale.
Attivo per oltre sette decenni, Conte ha tenuto mostre personali, tra le altre, alla Galleria Numero di Firenze (1961), alla Galleria Blu di Milano (1973), a Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1987), alla Galleria Peccolo di Livorno (2007) e al MART di Rovereto (2013). Ha partecipato, inoltre, a mostre collettive organizzate alla GAM di Torino (1967), alla Galleria degli Uffizi di Firenze (1983), al MoMA di New York (1993) e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2006).
Nel 2000, mentre iniziava a realizzare i suoi paginari, Conte era stato inoltre invitato da Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017) a partecipare alla rassegna Fotoalchimie, da lei curata al Centro Pecci. In quell’occasione, l’artista ha donato al Centro Tre eclissi (2000), una delle sue strutture in legno, arricchita da una stampa fotografica. Al centro della tavola, sono applicate tre fotografie di un’eclisse solare, leggermente sovrapposte. Il rilievo in legno evoca la struttura visiva delle immagini.
Testo di Giorgio Di Domenico
