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Libreria

Artista: Franca Sonnino

Anno: 1981

Tipologia: scultura

Tecnica: filo di cotone su filo di ferro, stampa fotografica b/n

Dimensioni: 100x100x14 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0212

Scheda dell'opera

Laureata in Lettere, Franca Coen Sonnino (Roma, 1932) si è avvicinata alla pratica artistica su suggerimento dell’artista sarda Maria Lai (Ulassai, 1919 - Cardedu, 2013), sua vicina di casa a Roma e amica per tutta la vita. Raccogliendo gli stimoli di Lai e recuperando la tecnica a lei cara del lavoro a maglia, negli anni Sessanta Sonnino ha iniziato a dingere su tela intrecci di linee e fili, simili in tutto e per tutto a tessuti. Nel corso del decennio successivo ha abbandonato la pittura e il filo è diventato il suo strumento principale: rifiutando la dimensione meramente utilitaristica del lavoro tessile femminile, ha iniziato a realizzate sculture e costruzioni tridimensionali prive di una funzione specifica, costruite avvolgendo fili di cotone attorno a strutture in fil di ferro. Tra le opere più celebri di questa stagione, i “libri” privi di testo, da appendere a parete. Dopo numerose mostre in Italia e all’estero, nel 1980 la critica Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017), già vicina a Lai, l’ha inclusa nella collettiva Filo, genesi e filogenesi, ospitata dalla Galleria Duchamp di Cagliari. La mostra ha segnato l’inizio di una lunga collaborazione, proseguita con le mostre della serie Fotoidea e con la rassegna Fotoalchimie, curata da Bentivoglio al Centro Pecci nel 2000.

In quell’occasione, Sonnino ha donato al Centro l’opera Libreria (1981). L’opera si inserisce nella serie dei Libri, ampliandone però le ambizioni e i significati. L’artista, infatti, parte da una grande stampa fotografica di alcuni dei suoi “libri” installati a parete, come a formare, appunto, una "libreria" sospesa. L’illusione ottica data dalla prospettiva della fotografia è amplificata da un libro vero e proprio, in ferro e cotone, costruito ai margini della fotografia. La sua tecnica più nota è quindi abbinata a una fotografia di altri suoi lavori, in una complessa costruzione di ombre e rimandi.

Testo di Giorgio Di Domenico