Scheda dell'opera
Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia e già vicina a Tancredi Parmeggiani (Feltre, 1927- Roma, 1964), Gisello Meo (Treviso, 1936) è tra le protagoniste della fiber art internazionale. Dopo gli esordi in ambito informale e una stagione concettuale sancita da una personale alla Galleria Numero di Fiamma Vigo (1976), Meo diventa celebre con grandi installazioni urbane in tessuto: tra queste, Dressing a fountain (1977) a Frascati, The waves of the square (1980) sul Canal Grande di Venezia, La rete umana (1982) alla Reggia di Caserta e Tombknitting (1984-1986) nella necropoli etrusca di Cerveteri. Vicina a Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017) si interessa alla pratica del libro-oggetto e nel 1978 partecipa alla rassegna Materializzazione del linguaggio, parte della Biennale di Venezia di quell’anno. La collaborazione con Bentivoglio prosegue con libri a quattro mani e la partecipazione alle numerose rassegne curate dalla critica tra cui Fotoalchimie, allestita nel 2000 al Centro Pecci. In quell’occasione, Meo ha donato al Centro due sue opere, emblematiche dei suoi due principali ambiti di ricerca.
Col-legamento (1980) è un libro oggetto realizzato in venti esemplari: la copertina in legno e le pagine in carta accolgono stampe fotografiche, fili e frammenti di tessuto. Intrecciando materiali, tensioni e connessioni visive, l’artista riflette sul concetto di legame, centrale anche nella sua pratica tessile.Tra le immagini fotografiche, ritornano dettagli di mani che evocano l'azione dell'intreccio e, dunque, del collegamento.
Testo di Giorgio Di Domenico
