Una decina di anni dopo la grande retrospettiva del 2011-2012, la piccola mostra allestita all'interno dell'Edu Lab 1 presentava testi e fotografie tratti da "Animani", il volume pubblicato da Mario Mariotti (Montespertoli, 1936 - Firenze, 1997) nel 1980.
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Cresciuto nel quartiere di Santo Spirito, creativo tra i più prolifici e poliedrici della neoavanguardia toscana sin dalla fine degli anni Cinquanta, Mariotti era stato nel 1974 tra i fondatori di Zona, leggendario spazio non profit fiorentino. Nel 1980 aveva pubblicato il suo libro forse più celebre: Animani, avvio di una serie fortunatissima di pubblicazioni fotografiche per l'infanzia dedicate alla pittura su mano. Sempre quell'anno, nell'ambito delle grandi iniziative medicee, aveva realizzato il progetto Piazza della Palla: un avveniristico spettacolo luminoso con proiezioni di facciate immaginarie sulla chiesa di Santo Spirito, esito di una lunga serie di interventi creativi e luminosi sullo spazio urbano. Attivo come grafico pubblicitario e editoriale, sin dalla fine degli anni Sessanta aveva disegnato le celebri copertine quadrate delle collane Letteratura e Cinema della casa editrice Il Castoro. Autore anche di spot pubblicitari, con un video realizzato nel 1987 per la multinazionale 3M aveva ottenuto il Grand Prix al Festival di Cannes. Dopo la sua scomparsa nel 1997 e la cessione della sua "bottega" in Santo Spirito, la figlia Francesca Mariotti (Firenze, 1969) si è occupata della conservazione e del riordino del suo grande archivio. Depositato al Centro Pecci alla fine del 2010, il materiale è stato sottoposto a una prima ricognizione in vista di una mostra retrospettiva, ospitata dal Centro tra il 2011 e il 2012.
La mostra del 2023, allestita all'interno degli spazi educativi del Pecci e dalla forte vocazione laboratoriale e didattica, presentava alcune delle fotografie confluite all'interno del libro Animani (1980): un bestiario curioso in cui Mariotti si era divertito a ricreare sagome animali utilizzando soltanto pittura e, soprattutto, le sue mani.
Testo di: Giorgio Di Domenico
