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CARNALE. Verita Monselles

    Mostre
  • A cura di Alessandra Acocella, Michele Bertolino e Monica Gallai. Exhibition design Giuseppe Ricupero. In collaborazione con Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato

    Verita Monselles, Senza titolo, s.d. diapositiva. Courtesy Archivio Fotografico Toscano, Fondo Verita Monselles
    Verita Monselles, Senza titolo, s.d. diapositiva. Courtesy Archivio Fotografico Toscano, Fondo Verita Monselles

    La mostra di Verita Monselles costituisce una testimonianza importante del percorso di un’artista il cui archivio è stato donato all’Archivio Fotografico Toscano, custodito dal Comune di Prato. CARNALE è un progetto del Centro Pecci in collaborazione con il Comune di Prato e si inserisce all’interno della ricerca condotta su Monselles sotto l’egida della Regione Toscana.

    Verita Monselles (1929, Buenos Aires – 2004, Firenze) ha usato la fotografia come strumento di riappropriazione di sé e della soggettività femminile, meccanismo con cui disfarsi delle immagini stereotipate della donna-oggetto prodotte dalla cultura dominante nei media e nella pubblicità. Spesso sottilmente ironica e metaforica, Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa, smontandoli. 

    L’artista ha spesso realizzato la documentazione fotografica delle performance delle colleghe o le ha coinvolte nei suoi lavori (Tomaso Binga e Marion D’Amburgo sono le modelle della sua serie fotografica Ecce Homo), in un’ottica di sorellanza e rispecchiamento.

    Monselles è fotografa della compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone (poi Magazzini Criminali) e realizza progetti editoriali per la moda, con l’obiettivo di rileggere il ruolo della donna nella società contemporanea. Il suo linguaggio fotografico riflette questi passaggi: a tratti è barocco, debitore della messa in scena  teatrale e di un periodo di residenza a Napoli. A tratti è pop e accattivante. O, ancora, è patinato, elegante e sensuale, legato all’estetica pubblicitaria. Monselles ritrae un corpo femminile che, oltre a essere politico e manifesto, desidera: un corpo sensuale e sessuato, non timido, ma autore del  proprio desiderio. 

    Questa mostra è parte di Passaggi: di mano in mano, il programma culturale 2026 del Centro Pecci. Scopri il programma ↗