In un ospedale psichiatrico tutto ordine e pulizia arriva un giorno il giovane Randle P. McMurphy, che, condannato per reati di violenza, spera, spacciandosi per matto, di sottrarsi al carcere: ai medici il compito di scoprire se sia o meno un simulatore. La sua comparsa, intanto, porta lo scompiglio in quel chiuso ambiente di repressione mascherata, di intransigente disciplina imposta e mantenuta da una ferrea capo-infermiera, la signorina Ratched. L’allegro McMurphy volge in burla le sedute psicanalitiche di gruppo, si improvvisa radiocronista di immaginarie partite di baseball, organizza una “scappatella” in barca coi suoi compagni, impianta una squadra di basket. Più i ricoverati, però, gli stringono fiduciosi intorno, contagiati dal suo spirito di disubbidienza, più la Ratched stringe la vite del sistema repressivo.
5 Premi Oscar 1976: Miglior film / Miglior regia a Miloš Forman / Miglior attore protagonista a Jack Nicholson / Miglior attrice protagonista a Louise Fletcher / Migliore sceneggiatura non originale a Lawrence Hauben e Bo Goldma
Vincitore di 5 Oscar nel 1976 (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista a Jack Nicholson, migliore attrice protagonista a Louise Fletcher, migliore sceneggiatura non originale a Lawrence Hauben e Bo Goldman), acclamato dalle platee di tutto il mondo, Qualcuno volò sul nido del cuculo è un’opera sovversiva che riflette non solo sul rapporto tra normalità e follia ma anche sulla fragilità dell’individuo di fronte al sistema di potere. L’isolamento precede la rimozione e l’eliminazione dell’elemento disturbante, della deviazione dalla norma. La ribellione di McMurphy viene combattuta con mezzi resi possibili da leggi e norme fondamentalmente repressive e disumane. La bellezza di un gesto sovversivo ed umano è l’unica via di uscita dalla prigione. “Io ti porto con me” dice il grande capo Bromden ed è una dichiarazione di amore e libertà". (Fabio Fulfaro)
