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My Father's Shadow

  • Cannes 78
  • Regista: Akinola Davies

  • Lingua: inglese con sottotitoli italiani

  • Anno di produzione: 2025

  • Durata: 93'

  • Paese: Regno Unito

  • Cast: Sope Dirisu, Efon Wini, Godwin Egbo

My Father's Shadow di Akinola Davies
My Father's Shadow di Akinola Davies

Due fratelli della campagna nigeriana, i piccoli Remi e Aki, accompagnano il padre Folarin in un viaggio nella capitale Lagos. È il 12 giugno 1993, giorno delle elezioni presidenziali, e l'atmosfera è tesa. Mentre aspetta d'incontrare il datore di lavoro che non lo paga da mesi, Folarin porta i figli al parco e al mare. Giunta sera, e ancora senza soldi, i tre vengono a sapere dalla tv dell'annullamento delle elezioni e assistono allo scoppio dei disordini. Remi e Aki scoprono così che il padre è accusato d'attività sovversiva e temono per la sua vita. Chi è veramente l'uomo che dovrebbe proteggerli? E che ne sarà di loro al termine della giornata?

"Si fa davvero tanta fatica a considerare My Father’s Shadow il lungometraggio di un esordiente. Perché l’odissea quotidiana di due fratellini a Lagos durante le elezioni del 1993 di Akinola Davies JR trasuda già raffinatissimo, simpatetico umanismo, prodigiosa coscienza del mezzo e una promettente estetica dell’immagine.
Se ne sono accorti sia in Inghilterra – è il cavallo su cui puntano per riconquistare la statuetta del miglior film internazionale agli Oscar 2026 – che a Cannes: selezionato quest’anno in Un Certain Regard, il film ha ricevuto la Menzione speciale della Caméra d'Or per la migliore opera prima. Si tratta, inoltre, del primo film nigeriano ammesso alla rassegna cannense.[...] La fotografia desaturata e granulosa in pellicola di Canute Edwards si muove tra l’esotismo e il vintage, il found footage del montaggio di Guzmán Castro lega il particolare al generale, i dettagli al contesto, i totali ai primissimi piani. Il commento sonoro post-rock accantona le percussioni afrobeat, per inondare le immagini di poetica malinconia.
Ne esce un film folgorante che è insieme romanzo di formazione, intimismo familista, denuncia politica e documento etnografico, cui si perdona, stavolta senza fatica, anche uno smottamento narrativo dopo il climax: difetto, non marchio di fabbrica. Il prodotto rimane di straziante bellezza". (Davide Maria Zazzini)

Menzione Speciale Caméra d’Or al Festival di Cannes 2025Candidato per il Regno Unito al premio per il Miglior Film Internazionale agli Oscar 2026