In un elegante quartiere residenziale posizionato in una vallata alle porte di Los Angeles, una donna è nei guai. È innamorata e intorno a lei c'è un denso alone di mistero. La sua storia si intreccerà con quella di un attore appena scelto per interpretare il ruolo di un gentiluomo del sud in una grande produzione...
Inland Empire, il film più misterioso ed enigmatico di David Lynch, conclude la sua filmografia (al contempo anticipando però il clamoroso ritorno di ‘Twin Peaks’) all’insegna di un rinnovato spirito indipendente e di una totale autonomia produttiva, che la tecnologia digitale rende possibile. Lynch scrive il soggetto e la sceneggiatura, si occupa della fotografia, del montaggio e delle musiche (anche qui troviamo tracce dei suoi LP a venire), chiudendo idealmente e in modo perfetto un cerchio iniziato decenni prima con ‘Eraserhead’. E con ‘Inland Empire’ – nel suo 20° anniversario e a un anno dalla scomparsa di Lynch – si chiude anche il progetto “The Big Dreamer”, realizzato insieme a Lucky Red, che ha riportato al cinema la filmografia del regista di Missoula.
“Affascinato dalle meraviglie della camera digitale, Lynch gira in DV un film del tutto ‘aperto’: sceneggiatura in costruzione sequenza dopo sequenza, set sparsi tra America ed Europa, attori feticcio (Laura Dern) disposti a tutto per lui, e riflessione tenebrosa sulla settima arte. Se possibile, un film ancora più imprendibile e illogico degli altri, anche se – a ben vedere – un’opera esplicitamente sul cinema e sulla creazione, forse la più diretta che il cineasta abbia mai girato: un Effetto notte del delirio?” (Roy Menarini).
In collaborazione con Mabuse Cineclub
