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5 aprile - 7 giugno 2009
Inaugurazione 4 aprile 2009 ore 18.00-22.00
Apertura: ore 10-19, chiuso martedì e venerdì 1 maggio
Ingresso gratuito

Dal 5 aprile al 7 giugno 2009 il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci presenterà la recente donazione al museo di opere di Luciano Ori da parte della famiglia Boccaccini, parte dell'eredità lasciata dall'artista. Il cospicuo nucleo di opere donate, composto 4 dipinti ad olio, 60 collage originali e 16 litografie, costituisce il maggiore "fondo" dedicato ad un singolo artista all'interno della collezione permanente del Centro Pecci. Collegato idealmente alle opere provenienti dalla Collezione di Carlo Palli, in cui figurano undici lavori di Ori del periodo 1963-1973 insieme a quelli di altri protagonisti delle ricerche verbo-visive e musicali, il nuovo lascito degli eredi di Luciano Ori si configura come traccia significativa dell'intero percorso creativo dell'artista dal 1952 al 2005.
La produzione artistica di Ori ha inizio nei primi anni Cinquanta nel contesto di pittura figurativa di stampo postmetafisico successivamente tramutata in "realismo geometrico" di matrice astratta, ma si evidenzia soprattutto nell'ambito della "pittura tecnologica" e della Poesia visiva a partire dal 1963-1964. L'artista è stato infatti tra i fondatori e teorici del secondo Gruppo '70 fiorentino (1964) e del Gruppo internazionale della Poesia visiva (1972). In questo contesto ha promosso una "poetica tecnologica" basata sull'utilizzo di materiali logo-iconici prelevati da pubblicità di quotidiani e periodici, elaborati con il mezzo spesso esclusivo del collage. A questi ha affiancato interessi letterari che lo conducono a produrre "poesia lineare" e testi teatrali, a cui fanno seguito la realizzazione di una serie di tavole di "teatro visivo" (1966), la pubblicazione del primo "racconto visivo" a livello internazionale (1967) e del primo "romanzo visivo" (1970). Dal 1972 Ori realizza "musica visiva" ovvero, come l'ha definita Daniele Lombardi, "arte del rumore semantico inteso come un corpus di rimandi che tra visivo e verbale si tessono con i segni della musica, convenzioni grafiche che in sé slittano semanticamente, essendo prevedibile solo in parte il senso, l'emozione sonora che provocheranno". Il lavoro di Ori si è sviluppato fino ai nostri giorni con estrema coerenza, caratterizzandosi per la sua rigorosità e organicità, nonchè per il virtuosismo compositivo, la scansione ritmica, l'ironia graffiante e l'inesauribile vena poetica. L'esposizione delle opere donate al Centro Pecci sarà accompagnata da una pubblicazione monografica specifica che conterrà un testo introduttivo di Lucilla Saccà, professore associato di Storia dell'arte contemporanea presso l'Università di Firenze.
Mostra promossa da: Regione Toscana e Comune di Prato
Con il sostegno di: ASM Ambiente Mobilità Servizi spa,
CariPrato - Gruppo Banca Popolare di Vicenza, Gruppo
Consiag, Unione Industriale Pratese
Partner Ufficiale: Aeroporto di Firenze
Grazie alla gentile disponibilità di: Famiglia Boccaccini
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