Organizzato dall’associazione AParte
giovedì 26 novembre alle ore 18.00 nell'Auditorium del Centro
Pecci
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi
Pecci in collaborazione con il Tel Aviv Museum of Art presenta
la prima mostra personale in un museo italiano dell’artista
russo/israeliana Lena Liv dall’evocativo e allo stesso tempo
enigmatico titolo Hekhalòt. Il termine è tratto dalla cabala
ebraica e fa riferimento ai “Palazzi Divini” in un percorso
mistico tra mondo visibile e invisibile.
La mostra, a cura del Direttore Artistico Marco Bazzini, si
svolgerà presso il Centro Pecci dal 25 Settembre 2009 al 10
gennaio 2010 per fare poi tappa presso il museo di Tel Aviv
nel prossimo febbraio.
Lena Liv ha utilizzato in maniera pittorica immagini fotografiche
recuperate su bancarelle o in archivi per privarle del loro
contesto e trovare così nuove profondità di senso. Un processo
di straniamento che partendo da dettagli privati non riconducibili
a un singolo permette all’artista di creare grandi installazioni
nelle quali chiunque può identificarsi. “Io cerco di non rappresentare
ma di dare la sensazione di qualcosa di molto vicino”, dice
Lena del suo lavoro, “intimo a noi tutti e nello stesso tempo
indecifrabile. Un’attesa o forse una promessa, un dubbio, una
domanda. E’ un tentativo di sacralizzazione di semplicità, di
essenzialità e di verità”.
L’immaginario di Lena Liv è fatto di oggetti semplici appartenenti
ad un universo passato, di volti di altri tempi - come nella
serie dedicata ai degenti di un ospedale psichiatrico o a quella
dei bambini - ed è sempre una rappresentazione archetipica del
mondo e del tempo. I suoi lavori sono di suggestiva potenza
e di grande emozione, coinvolgono la memoria dello spettatore
in ricordi personali e allo stesso tempo riportano a nuova vita
ciò che viene da lontano.
Tutti i suoi soggetti emergono, in un gioco di chiaroscuro,
dalla profondità del nero che li avvolge e li isola. Un uso
della luce come svelamento e come rimando alla grande tradizione
pittorica fiamminga della quale riprende anche l’attenzione
al dettaglio.
La mostra presenta circa quaranta lavori dell’artista, molti
di grande dimensione, a partire dai primi anni Novanta, periodo
di sua piena maturità, fino all’ultimo progetto dedicato alla
metropolitana di Mosca.
Un contributo originale e prezioso alla lettura delle opere
in mostra sarà dato da un video del Prof. Haim Baharier, tra
i principali studiosi di Ermeneutica Biblica e di Pensiero Ebraico,
autore per Garzanti de “La genesi spiegata da mia figlia” (2006)
e “Il tacchino pensante” (2008).
Lena Liv e Haim Baharier si sono conosciuti e avvicinati alcuni
anni fa per un progetto artistico al quale entrambi avevano
lavorato.
Il lavoro della Liv è fortemente basato sul concetto di memoria,
e la diaspora comporta un certo rapporto con la memoria. Lena,
come artista, elabora questo rapporto attraverso le proprie
creazioni, Haim Baharier lo elabora attraverso il pensiero.
Haim e Lena hanno così iniziato un dialogo. “Il mio lavoro,
dice Lena, ha a che fare con alcune domande: cosa ricordiamo,
cosa cancelliamo e cosa salviamo”
Lena Liv (San Pietroburgo, 1952) vive e lavora tra Pietrasanta,
New York e Tel Aviv, ha partecipato a numerose mostre personali
e colletive sia in Italia che all’estero. Suoi lavori sono presenti
in importanti collezioni pubbliche e private, alcuni dei quali
saranno presenti in mostra. Nel 1997 il Tel Aviv Museum of Art
le dedicò una prima mostra personale.
Haim Baharier, nato a Parigi nel 1947, è stato allievo dei filosofi
Emmanuel Lévinas e Léon Askenazi e del Maestro Israel di Gur.
Matematico, si è anche abilitato in Francia alla psicanalisi.
E' oggi tra i principali studiosi di ermeneutica biblica e di
pensiero ebraico. Viene definito ‘l’arredatore di precipizi’
per il ponte che ha gettato tra lo studio del Talmud, l’elaborazione
della tradizione cabalista e l’attività di consulenza e di formazione
in impresa. E' autore di La Genesi spiegata da mia figlia(Garzanti
2006) e Il Tacchino pensante (Garzanti 2008).
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo dal Centro
Sperimentale di Arte Contemporanea, in cui sarà presentata una
vasta selezione delle sue opere che saranno accompagnate da
testi critici di Marco Bazzini, Direttore artistico Centro Pecci,
di Mordechai Omer, Direttore Tel Aviv Museum of Art, e di Giuseppe
Grilli, Angela Madesani e Alexander Borovsky, curatori e critici
d’arte.