Artisti russi dalla collezione
del
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
Villa Bertelli
Via Giuseppe Mazzini
Forte dei Marmi (Lucca)
18 luglio - 27 settembre 2009
Inaugurazione ore 18.00
Comune di Forte dei Marmi e Festival Internazionale dell'Arte
e del Cinema MAESTRO
Con il patrocinio di
Ministero della Cultura della Russia, Ministero per i Beni
e le Attività Culturali,
Ministero degli Affari Esterni della Russia, Regione Toscana,
Provincia di Lucca
Esposizione organizzata da
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, con una presentazione
di Viktor Misiano
aperta fino al 27 settembre 2009, ore 10/12 - 17/23; chiuso
lunedì
Nell’ambito della considerevole attività di scambio culturale
e collaborazione con realtà museali ed artistiche con centri
italiani ed internazionali del Centro per l’arte contemporanea
Luigi Pecci di Prato, sabato 18 luglio sarà inaugurata a Villa
Bertelli a Forte dei Marmi la mostra Verso Occidente , che presenta
una selezione di opere di artisti russi della collezione del
Centro Pecci. Il Centro stabilisce così un’importante collaborazione
con il Comune di Forte dei Marmi, forse il più prestigioso fra
le località balneari della costa Tirrenica, mettendo a disposizione
le opere ma anche lo staff artistico ed organizzativo del Museo.
Verso occidente presenta una selezione di opere di artisti russi
dalla collezione del Centro Pecci di Prato, una sezione monografica
nata nel tempo parallelamente all’attività espositiva che oggi
raccoglie circa cento opere, un decimo dell’intero patrimonio
del museo.
Vi sono rappresentate due generazioni, quella apparsa sulla
scena alla fine degli anni Ottanta, con l’eccezione di Ylia
Kabakov che già lavorava da circa un ventennio, e quella dell’oggi
che ha segnato gli anni Duemila. Anche se è sempre difficile
mostrare la natura composita, eterogenea e contraddittoria dell’arte
contemporanea di un così grande paese, soprattutto per l’ultimo
decennio, tutti loro rappresentano i sogni e le delusioni di
un’epoca che ha portato grandi cambiamenti: la fine dell’anomalia
che divideva in due l’Europa, l’allargamento della percezione
del mondo, l’omologazione dovuta a una cultura di massa sempre
più universale, la paura di fronte ad un futuro che ha trasformato
il dirompente senso di libertà in disorientamento, lo stesso
che tutti noi viviamo in quello che fino a non molti anni fa
era chiamato l’Ovest.
Per la generazione degli anni Ottanta e Novanta l’interesse
del linguaggio artistico occidentale era fuori di dubbio. Usciti
dalla marginalità di una scena non ufficiale, per chi era stato
esiliato in un sottosuolo dalla propaganda che dominava il panorama
promosso dall’establishment, l’arte dell’oltre cortina di ferro
rappresentava a tutti gli effetti la libertà. Oggi la nuova
generazione non solo è integrata al nuovo sistema globale dell’arte
contemporanea ma produce direttamente nei paesi europei o negli
Stati Uniti pur continuando a raccontare la Russia di oggi.
Tuttavia tra la nuova e la precedente generazione i mezzi e
gli strumenti utilizzati sono ancora gli stessi, a segnare la
peculiarità dell’arte russa, ci sono l’ironia, la critica aspra,
l’umorismo come arma del deboli, le preoccupazioni sociali e
i confronti sarcastici tra i miti e la propaganda.
Tra le opere in mostra figurano quelle di artisti celebrati
nei più importanti musei del mondo (Guggenheim, New York, Centre
Pompidou di Parigi), così come opere esposte nelle maggiori
rassegne artistiche internazionali (Biennale di Venezia, Documenta
a Kassel).
"La collezione di opere d’arte provenienti dai paesi dell’ex
URSS, ora al Centro Pecci, è unica. Nessuno tra i musei italiani
ha una tale raccolta di opere e non vi è equivalente nemmeno
in Europa. Soltanto tre musei europei – la Moderna Galeria di
Lubiana, il Museo d’Arte Contemporanea Kiasma a Helsinki e il
MUKHA (Museum van Hedendaagse Kunst) di Anversa hanno raccolto
la produzione d’arte contemporanea russa. Il Centro Pecci può
tuttavia vanta??????b??re un primato storico: qui infatti le
acquisizioni di opere d’arte russa sono iniziate già nel 1990,
al Kiasma due anni più tardi, mentre a Lubiana soltanto nel
2000 e ad Anversa nel 2003. Questo privilegio ha permesso al
Centro Pecci di formare una collezione estremamente rappresentativa
e di altissima qualità. Inoltre, la decisione del Centro Pecci
di ampliare la collezione d’arte russa con opere di artisti
dell’ex Unione Sovietica non ha precedenti.
Alla base dell’attuale collezione risiedono due mostre temporanee
prodotte a Prato, Artisti russi contemporanei del 1990 e Progressive
Nostalgia. Arte contemporanea dall’ex URSS del 2007. Entrambe
queste mostre (e i loro cataloghi) rappresentano, con oggettiva
completezza, l’arte di questo vasto territorio, in due diversi
momenti storici, e costituiscono importanti precedenti nella
vita artistica sia europea sia postsovietica."
(Viktor Misiano)