immacgine centro per l'arte contemporanea luigi pecci
11 DICEMBRE 2007
DICHIARO DI ESSERE EMILIO ISGRÒ

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci - Prato
Sale espositive, 3 febbraio - 4 maggio 2008

Inaugurazione: 2 febbraio 2008, ore 18

Mostra prodotta dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
a cura di Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva

Dal 3 febbraio 2008 il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica una grande mostra retrospettiva- a cura di Marco Bazzini - alla quarantennale attività di Emilio Isgrò, poeta visivo, pittore e scrittore.

"Dichiaro di essere Emilio Isgrò": questo il titolo della grande mostra retrospettiva dedicata a Isgrò, curata da Marco Bazzini, che il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta dal prossimo 3 febbraio 2008 nelle sale espositive. La mostra concepita insieme all'artista come una retrospettiva delle sue opere dagli esordi alle ultime creazioni, oltre a ripercorrere in modo articolato la vicenda artistica e letteraria di uno dei massimi rappresentanti della cultura e dell'arte italiana documentandone in modo originale vari capitoli e le principali tematiche, vuole ricostruire il lavoro dell'artista all'interno dei gruppi e dei movimenti di cui è stato uno dei protagonisti.
In occasione della mostra sarà editato un catalogo con testi critici di Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Andrea Cortelessa, Alberto Fiz che accompagneranno un'antologia di scritti dell'artista.

Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1937, vive e lavora a Milano dal 1956. Dopo l'esordio letterario con la raccolta di versi Fiere del Sud (editore Arturo Schwarz, 1956), nel 1964 inizia a produrre le prime "cancellature", esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. il tema della cancellazione, ricorrente nelle vicende dell'arte del XX secolo, è l'autentico e sistematico fondamento della sua poetica tanto da renderlo il protagonista di primo piano di questa pratica. "Io cancello le parole per custodirle, è un gesto di salvezza. Le mie tecniche di linguaggio espressivo mi consentono di sparire per poi riemergere" ha dichiarato Isgrò in una intervista.
Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo. Nel 1985 ha realizzato a Milano l'installazione multimediale La Veglia di Bach, commissionatagli dal Teatro alla Scala per l'Anno Europeo della Musica, mentre nel 1998 Seme d'arancia viene installata a Barcellona di Sicilia. Negli anni 1972, 1978, 1986, 1993 è stato invitato alla Biennale di Venezia. Di rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con "L'Orestea di Gibellina" (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia, tra cui "L'avventurosa vita di Emilio Isgrò" (Il Formichiere, 1975), "Marta de Rogatiis Johnson" (Feltrinelli, 1977), "Polifemo" (Mondadori, 1989) e "L'asta delle ceneri" (Camunia, 1994).



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