Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci - Prato
Sale espositive, 3 febbraio - 4 maggio 2008
Inaugurazione: 2 febbraio 2008, ore 18
Mostra prodotta dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
a cura di Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva
Dal 3 febbraio 2008 il Centro per l'arte contemporanea Luigi
Pecci di Prato dedica una grande mostra retrospettiva- a cura
di Marco Bazzini - alla quarantennale attività di Emilio Isgrò,
poeta visivo, pittore e scrittore.
"Dichiaro di essere Emilio Isgrò": questo il titolo della
grande mostra retrospettiva dedicata a Isgrò, curata da Marco
Bazzini, che il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
di Prato presenta dal prossimo 3 febbraio 2008 nelle sale espositive.
La mostra concepita insieme all'artista come una retrospettiva
delle sue opere dagli esordi alle ultime creazioni, oltre a
ripercorrere in modo articolato la vicenda artistica e letteraria
di uno dei massimi rappresentanti della cultura e dell'arte
italiana documentandone in modo originale vari capitoli e le
principali tematiche, vuole ricostruire il lavoro dell'artista
all'interno dei gruppi e dei movimenti di cui è stato uno dei
protagonisti.
In occasione della mostra sarà editato un catalogo con testi critici di Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Andrea Cortelessa, Alberto Fiz che accompagneranno un'antologia di scritti dell'artista.
Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)
nel 1937, vive e lavora a Milano dal 1956. Dopo l'esordio letterario
con la raccolta di versi Fiere del Sud (editore Arturo Schwarz,
1956), nel 1964 inizia a produrre le prime "cancellature", esposte
in gallerie e musei italiani e stranieri. il tema della cancellazione,
ricorrente nelle vicende dell'arte del XX secolo, è l'autentico
e sistematico fondamento della sua poetica tanto da renderlo
il protagonista di primo piano di questa pratica. "Io cancello
le parole per custodirle, è un gesto di salvezza. Le mie tecniche
di linguaggio espressivo mi consentono di sparire per poi riemergere"
ha dichiarato Isgrò in una intervista.
Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo.
Nel 1985 ha realizzato a Milano l'installazione multimediale
La Veglia di Bach, commissionatagli dal Teatro alla Scala
per l'Anno Europeo della Musica, mentre nel 1998 Seme d'arancia
viene installata a Barcellona di Sicilia. Negli anni 1972, 1978,
1986, 1993 è stato invitato alla Biennale di Venezia. Di rilievo
è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi
con "L'Orestea di Gibellina" (1983/84/85) e con alcuni romanzi
e libri di poesia, tra cui "L'avventurosa vita di Emilio Isgrò"
(Il Formichiere, 1975), "Marta de Rogatiis Johnson" (Feltrinelli,
1977), "Polifemo" (Mondadori, 1989) e "L'asta delle ceneri"
(Camunia, 1994).