Premiato il suo cortometraggio Il sole
splende a Kiev il cui progetto completo è esposto, per la
prima volta in Italia, al Pecci.
Rossella Biscotti ha vinto la XII edizione della Biennale delle
Immagini in Movimento di Ginevra, manifestazione internazionale
dedicata ai film e video artistici. Il prestigioso riconoscimento
le è stato assegnato per il suo cortometraggio Il sole splende
a Kiev, realizzato nel 2006 e scelto tra 430 lavori presentati
da giovani artisti provenienti da ogni parte del mondo. Il cortometraggio
è tratto da un complesso progetto - che comprende diapositive,
testi e video - dal titolo omonimo, nato da un lungo lavoro
di ricerca che la Biscotti, nata nel 1978 a Molfetta ma residente
a Rotterdam, ha effettuato sul disastro nucleare di Chernobyl
e che attualmente è in mostra, per la prima volta in Italia
nella versione completa, al Centro per l'arte contemporanea
Luigi Pecci di Prato nell'ambito di Nessuna paura (sale
espositive, fino a 7 gennaio 2008).
Così come le opere degli altri artisti che espongo al Pecci,
anche l'opera della Biscotti "non ha niente di realistico anche
se è saldamente radicata al reale, non c'è niente di terrificante,
nessuna immagine spaventosa da film horror, nessuna storia di
ordinaria follia, alcun riferimento diretto a crudeltà, violenza
o morte". Il sole splende a Kiev non fa vedere l'evento
del disastro direttamente ma vuol dare la dignità di una memoria
all'evento stesso e a tutti coloro che, loro malgrado, ne sono
coinvolti.
Così come non hanno niente di realistico o terrificante le opere
degli altri artisti selezionati da Marco Bazzini per Nessuna
paura: Emanuele Becheri, Luca Bertolo, Alice Cattaneo, Masbedo,
Andrea Mastrovito, Domingo Milella, Paolo Piscitelli. Apparsi
sulla scena dopo l'inizio del nuovo millennio, questi artisti
non sono raccolti - appunto - per una loro comune matrice formale
ma per la loro volontà a confrontarsi con i miti e le tragedie
del passato e del presente.
Due i binari in cui si sviluppa il percorso espositivo di Nessuna
paura: un momento di riflessione attraverso le opere di
questi artisti (esposte in collettiva e in sale monografiche)
uniti in questa occasione, non da stili o tendenze comuni ma
dall'"aver dimostrato in questi anni che non ci può essere un
solo modo di tendere al mondo". Attraverso diversi supporti
i loro lavori propongono "modi per rivedere stereotipi, per
sviluppare un potenziale di dissenso, per sottrarsi alle aspettative
del sistema". L'altra chiave di lettura della mostra è nell'ultima
sala, in cui vengono proposti, insieme al progetto grafico del
catalogo realizzato dal grafico Matteo Nannucci, una serie di
testi di documentazione sulla paura che il visitatore può leggere
in sala. Si tratta di libri (messi gentilmente a disposizione
dalle case editrici) che vanno dalla sociologia alla filosofia
e che rappresentano dei riferimenti sul tema della paura e più
in generale di strumenti per comprendere la contemporaneità.
Nessuna Paura
Arte dall'Italia dopo il 2000
sale espositive, 28 ottobre - 7 gennaio 2008
aperto tutti i giorni, ore 10-19, chiuso martedì
ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro