immacgine centro per l'arte contemporanea luigi pecci
15 MAGGIO 2007
PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO PER ANASTASIA KHOROSCHILOVA

“Changing Faces” è un progetto nell’ambito del programma europeo “Cultura 2000” coordinato dal network di ricerca internazionale di fotografia IPRN (International Photography Research Network), una rete che promuove la realizzazione di progetti di fotografia attraverso periodi di residenza di fotografi in paesi ospiti.
Avviato nel 2004, ogni anno attraverso “Changing Faces” vengono commissionati ad artisti provenienti da diversi paesi nuovi progetti fotografici sul tema centrale del lavoro e i suoi sviluppi nella società e nell’economia contemporanea.
Quest’anno una delle ricerche è stata assegnata ad Anastasia Khoroshilova che sarà ospitata da Paradox e Università di Leiden. La fotografa russa ha accettato questo incarico e sarà ospite in Olanda per indagare attraverso l’obiettivo il lavoro artigianale e l’impatto del declino economico con particolare riferimento al settore dell’ingegneria navale in Olanda.
Si tratta di un prestigioso riconoscimento che conferma il valore che sta assumendo sulla scena internazionale della fotografia l’opera dell’artista russa i cui ritratti sono attualmente in mostra (fino al 18 maggio), nella prima personale in Italia, al Centro Luigi Pecci di Prato.
Curata da Stefano Pezzato e realizzata in collaborazione con il Museo Kunsthalle di Lingen, la mostra Islanders 2003 – 2006 ripercorre attraverso 27 opere appartenenti a diverse serie: Islanders (2003 e 2005), 9,5% Plus (2005) e l’ultima, inedita,Toys (2006) il percorso artistico della fotografa russa, dal 2003 ad oggi. Un progetto speciale, questo, realizzato con il supporto della Galleria Hilger di Vienna. Anastasia Khoroshilova, nata a Mosca nel 1978, inizia adolescente a dedicarsi alla fotografia e si trasferisce in Germania, paese da cui ‘osserva’ – distaccata dal contesto politico e ideologico del suo paese - la nuova realtà russa dei primi anni 2000.
I giovani russi ritratti dalla fotografa all’interno del loro ambiente (stanze corridoi, palestre) o su sfondi neutri (interni anonimi, giardini), sono trasportati automaticamente ad un livello generale di astrazione che è proprio della fotografia. Nella relazione privata con il soggetto fotografato Khoroshilova registra chi le sta davanti senza esprimere alcun giudizio né cedere a lirismi o sentimentalismi. Semmai nei suoi scatti tende a svelare il paradosso secondo cui la persona ritratta coincide con la “funzione” o con il luogo in cui si trova, ma dietro alla quale si cela un’umanità con affetti, bisogni, desideri, paure, sofferenze, speranze. Di tutto questo non c’è evidenza nella fotografia, ma solo un’evocazione latente.

back top e-mail home del centro per l'arte contemporanea luigi pecci