Una nuova architettura: l'architetto olandese
Maurice Nio realizzerà l'ampliamento della sede attuale
del Centro Pecci. Con una proposta che integra nuove funzionalità
e che esibisce la capacità di raccogliere i fermenti
di una nuova stagione culturale.
Nuovo programma culturale: il Centro per l'arte
contemporanea Luigi Pecci di Prato diventa sensore privilegiato
e "centro-pilota" della produzione artistica attuale
in Toscana. Prima sede espositiva italiana costruita ex novo
per promuovere le ricerche artistiche più avanzate, il
Centro Pecci accoglierà la creatività regionale
accanto alle opere di artisti provenienti da tutto il mondo.
Promossi dalla Regione Toscana, dal Comune di Prato e dal Centro
per l'arte contemporanea Luigi Pecci, con la collaborazione
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - DARC
Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee
e il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, il programma
culturale e il progetto architettonico avviano a Prato una nuova
stagione museografica.
Nel 1988 nasceva a Prato il primo centro dedicato all'arte contemporanea
in Italia. La sua missione è stata quella di promuovere
la sensibilità verso l'arte emergente ¯nazionale
e internazionale¯ attraverso programmi di mostre temporanee,
attività didattiche, di documentazione e informazione,
spettacoli ed eventi multimediali. Oggi, dopo quasi venti anni
di attività, il Centro Pecci raddoppia. In due sensi:
amplia la propria sede e il programma culturale. Due iniziative
profondamente legate fra loro perché nate da un comune
obiettivo: dotare il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
di Prato di una nuova energia culturale, capace di esprimersi
sia attraverso i contenuti espositivi sia attraverso la propria
dimensione costruita. Un'energia chiamata a penetrare e a coinvolgere
il territorio attraverso una nuova architettura, voluta e concepita
per dare nuove funzionalità alla struttura preesistente,
per raddoppiarne la superficie, per stabilire nuove relazioni
fra il museo e la regione, fra l'arte e il territorio. Una tappa
significativa nella realizzazione di una "rete" nazionale
di centri per l'arte contemporanea di eccellenza, rispetto alla
quale il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, ha
l'ambizione di diventare punto di riferimento nel panorama italiano.
Una straordinaria opportunità per creare un'interazione
fra arte e architettura attraverso la presentazione di artisti
e architetti, la cui ricerca ne testimonia il profondo legame.
Firmato da Maurice Nio ¯l'architetto olandese fondatore
dello studio NIO architecten, uno dei più originali interpreti
della cultura architettonica del nostro tempo¯, il progetto
è animato dalla volontà di far proprio il nuovo
programma culturale del museo. La raccolta delle opere -costantemente
in fieri e orientata negli ultimi anni a privilegiare anche
la produzione artistica italiana e regionale- ha sollecitato
l'urgenza di nuovi ambienti, destinati ad ospitare stabilmente
il ricco patrimonio della collezione. Nel progetto di Nio la
struttura preesistente ospiterà la ricca collezione di
opere italiane e straniere, che finalmente godranno di una collocazione
permanente, mentre l'ampliamento permetterà il più
flessibile svolgimento delle attività temporanee. Il
nuovo orientamento del Centro Pecci, mirato a dare voce anche
alle espressioni dell'arte contemporanea toscana, si inserisce
nel quadro di un atteggiamento condiviso da altre importanti
realtà espositive nazionali.
Il progetto di Nio mira a favorire la permeabilità fra
il centro e il suo territorio. L'edificio esistente viene integralmente
conservato e lasciato intatto in tutti i suoi aspetti. Ad esso
si accosta, in forma di anello, un nuovo volume che ricalca
il disegno del parco circostante e si orienta verso la dimensione
pubblica. Grazie alla nuova entrata, al bookshop, alla caffetteria
e agli spazi per la didattica situati all'interno di un corpo
trasparente al piano terra, il Centro si rivolge all'esterno,
sollecita curiosità, invita all'interazione, si apre
alla città. Il punto più alto del complesso espositivo
è raggiunto da un elemento simile ad un'antenna capace,
da un lato, di rappresentare la volontà di captare le
nuove forme di creatività vive nel territorio, dall'altro
di denunciare la presenza importante di un luogo deputato alla
loro promozione. Una nuova mappa di funzioni e di percorsi legherà
l'originario edificio di Italo Gamberini a quello di Maurice
Nio, la cui apertura al pubblico è prevista per il 2010.
L'opera suggerisce una strategia alternativa rispetto a quella
delle mostre temporanee che ha caratterizzato la tipologia del
Centro negli ultimi due decenni. Il progetto dell'olandese poggia
su un sistematico ripensamento delle funzionalità espositive
che si manifestano all'esterno attraverso la realizzazione di
un oggetto ambiguo, inaspettato, inusuale che si offre a molteplici
chiavi di lettura. Un linguaggio sottile e ragionato che sembra
guardare al di là della consueta realizzazione, in ambito
internazionale, di centri d'arte come grandi icone urbane. Confermando
l'attenzione verso la scena internazionale e consolidando il
proprio legame con il territorio, il Centro Pecci assume da
oggi un ulteriore importante obiettivo con cui affrontare i
prossimi decenni.