immacgine centro per l'arte contemporanea luigi pecci
10 MAGGIO 2007
IL CENTRO PECCI RADDOPPIA. PIÙ SPAZIO PER L'ARTE CONTEMPORANEA

Nuovo programma culturale: il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato diventa sensore privilegiato e "centro-pilota" della produzione artistica attuale in Toscana. Prima sede espositiva italiana costruita ex novo per promuovere le ricerche artistiche più avanzate, il Centro Pecci accoglierà la creatività regionale accanto alle opere di artisti provenienti da tutto il mondo.
Promossi dalla Regione Toscana, dal Comune di Prato e dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - DARC Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee e il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, il programma culturale e il progetto architettonico avviano a Prato una nuova stagione museografica.
Nel 1988 nasceva a Prato il primo centro dedicato all'arte contemporanea in Italia. La sua missione è stata quella di promuovere la sensibilità verso l'arte emergente ¯nazionale e internazionale¯ attraverso programmi di mostre temporanee, attività didattiche, di documentazione e informazione, spettacoli ed eventi multimediali. Oggi, dopo quasi venti anni di attività, il Centro Pecci raddoppia. In due sensi: amplia la propria sede e il programma culturale. Due iniziative profondamente legate fra loro perché nate da un comune obiettivo: dotare il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato di una nuova energia culturale, capace di esprimersi sia attraverso i contenuti espositivi sia attraverso la propria dimensione costruita. Un'energia chiamata a penetrare e a coinvolgere il territorio attraverso una nuova architettura, voluta e concepita per dare nuove funzionalità alla struttura preesistente, per raddoppiarne la superficie, per stabilire nuove relazioni fra il museo e la regione, fra l'arte e il territorio. Una tappa significativa nella realizzazione di una "rete" nazionale di centri per l'arte contemporanea di eccellenza, rispetto alla quale il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, ha l'ambizione di diventare punto di riferimento nel panorama italiano. Una straordinaria opportunità per creare un'interazione fra arte e architettura attraverso la presentazione di artisti e architetti, la cui ricerca ne testimonia il profondo legame. Firmato da Maurice Nio ¯l'architetto olandese fondatore dello studio NIO architecten, uno dei più originali interpreti della cultura architettonica del nostro tempo¯, il progetto è animato dalla volontà di far proprio il nuovo programma culturale del museo. La raccolta delle opere -costantemente in fieri e orientata negli ultimi anni a privilegiare anche la produzione artistica italiana e regionale- ha sollecitato l'urgenza di nuovi ambienti, destinati ad ospitare stabilmente il ricco patrimonio della collezione. Nel progetto di Nio la struttura preesistente ospiterà la ricca collezione di opere italiane e straniere, che finalmente godranno di una collocazione permanente, mentre l'ampliamento permetterà il più flessibile svolgimento delle attività temporanee. Il nuovo orientamento del Centro Pecci, mirato a dare voce anche alle espressioni dell'arte contemporanea toscana, si inserisce nel quadro di un atteggiamento condiviso da altre importanti realtà espositive nazionali.
Il progetto di Nio mira a favorire la permeabilità fra il centro e il suo territorio. L'edificio esistente viene integralmente conservato e lasciato intatto in tutti i suoi aspetti. Ad esso si accosta, in forma di anello, un nuovo volume che ricalca il disegno del parco circostante e si orienta verso la dimensione pubblica. Grazie alla nuova entrata, al bookshop, alla caffetteria e agli spazi per la didattica situati all'interno di un corpo trasparente al piano terra, il Centro si rivolge all'esterno, sollecita curiosità, invita all'interazione, si apre alla città. Il punto più alto del complesso espositivo è raggiunto da un elemento simile ad un'antenna capace, da un lato, di rappresentare la volontà di captare le nuove forme di creatività vive nel territorio, dall'altro di denunciare la presenza importante di un luogo deputato alla loro promozione. Una nuova mappa di funzioni e di percorsi legherà l'originario edificio di Italo Gamberini a quello di Maurice Nio, la cui apertura al pubblico è prevista per il 2010. L'opera suggerisce una strategia alternativa rispetto a quella delle mostre temporanee che ha caratterizzato la tipologia del Centro negli ultimi due decenni. Il progetto dell'olandese poggia su un sistematico ripensamento delle funzionalità espositive che si manifestano all'esterno attraverso la realizzazione di un oggetto ambiguo, inaspettato, inusuale che si offre a molteplici chiavi di lettura. Un linguaggio sottile e ragionato che sembra guardare al di là della consueta realizzazione, in ambito internazionale, di centri d'arte come grandi icone urbane. Confermando l'attenzione verso la scena internazionale e consolidando il proprio legame con il territorio, il Centro Pecci assume da oggi un ulteriore importante obiettivo con cui affrontare i prossimi decenni.

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