Corrispondenze: quasi 15mila i visitatori.
Numerose anche le scuole e i gruppi arrivati da tutta la Toscana
per le attività collaterali (laboratori e visite guidate)
sulla mostra.
Inaugurata lo scorso settembre, la mostra
Corrispondenze, a cura di Maria Pia Mannini e Stefano Pezzato,
promossa con l’Assessorato alla Cultura del Comune di
Prato e realizzata dal Centro per l'arte contemporanea Luigi
Pecci, ha presentato opere scelte dalle collezioni del Centro
e del Museo Civico di Prato. Un vero e proprio evento, questo,
che si è concluso, il 9 aprile, con un bilancio più
che positivo: sono stati quasi 15mila i visitatori.
Numerosa la partecipazione alle attività collaterali
- finalizzate alla conoscenza dell’arte contemporanea
– che la sezione didattica del Centro ha organizzato in
occasione della mostra; attività come i laboratori e
le visite guidate gratuite che sono state rivolte al pubblico
e a studenti e insegnanti delle scuole dalle elementari alle
superiori.
In sette mesi sono state 50 le classi che hanno scelto la visita
guidata e 30 quelle che a queste hanno affiancato l’attività
di laboratorio. Da segnalare la provenienza: sono arrivate classi
da Prato, Lucca, Siena, Firenze, Pisa e non solo, oltre ai gruppi
di liberi professionisti, associazioni, accademie e istituti
che hanno richiesto questi servizi.
Dati alla mano, ha destato un notevole interesse, dunque, Corrispondenze
che si è sviluppata su una concreta sinergia tra musei
d'arte con specificità e ruoli diversi tra loro attraverso
l’esposizione congiunta di opere d'arte provenienti dalle
due rispettive collezioni permanenti.
L'intento culturale dell'iniziativa è stato quello di
trovare possibili punti di contatto e di documentare le continuità
o fratture sia tematiche sia formali fra opere di epoche distanti
come il XVI-XVII e il XX secolo o fra stili differenti come
il Manierismo, il Barocco e, per esempio, l'Arte povera o la
Transavanguardia.
Per la prima volta in Italia si è tentato, infatti, con
questa mostra, di rileggere la storia dell'arte e la pratica
museografica attraverso un percorso espositivo articolato con
accostamenti e incroci fra venti opere del Museo Civico di Prato,
tra cui alcuni capolavori di Battistello Caracciolo, Gerrit
van Honthorst o Mattia Preti, e altrettante opere scelte dalla
collezione d'arte contemporanea internazionale del Centro Pecci,
tra cui quelle di Jannis Kounellis, Mario Merz, Julian Schnabel.