13 APRILE 2007
15.000 VISITATORI ALLA MOSTRA "CORRISPONDENZE"

Corrispondenze: quasi 15mila i visitatori. Numerose anche le scuole e i gruppi arrivati da tutta la Toscana per le attività collaterali (laboratori e visite guidate) sulla mostra.

Inaugurata lo scorso settembre, la mostra Corrispondenze, a cura di Maria Pia Mannini e Stefano Pezzato, promossa con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato e realizzata dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, ha presentato opere scelte dalle collezioni del Centro e del Museo Civico di Prato. Un vero e proprio evento, questo, che si è concluso, il 9 aprile, con un bilancio più che positivo: sono stati quasi 15mila i visitatori.
Numerosa la partecipazione alle attività collaterali - finalizzate alla conoscenza dell’arte contemporanea – che la sezione didattica del Centro ha organizzato in occasione della mostra; attività come i laboratori e le visite guidate gratuite che sono state rivolte al pubblico e a studenti e insegnanti delle scuole dalle elementari alle superiori.
In sette mesi sono state 50 le classi che hanno scelto la visita guidata e 30 quelle che a queste hanno affiancato l’attività di laboratorio. Da segnalare la provenienza: sono arrivate classi da Prato, Lucca, Siena, Firenze, Pisa e non solo, oltre ai gruppi di liberi professionisti, associazioni, accademie e istituti che hanno richiesto questi servizi.
Dati alla mano, ha destato un notevole interesse, dunque, Corrispondenze che si è sviluppata su una concreta sinergia tra musei d'arte con specificità e ruoli diversi tra loro attraverso l’esposizione congiunta di opere d'arte provenienti dalle due rispettive collezioni permanenti.
L'intento culturale dell'iniziativa è stato quello di trovare possibili punti di contatto e di documentare le continuità o fratture sia tematiche sia formali fra opere di epoche distanti come il XVI-XVII e il XX secolo o fra stili differenti come il Manierismo, il Barocco e, per esempio, l'Arte povera o la Transavanguardia.
Per la prima volta in Italia si è tentato, infatti, con questa mostra, di rileggere la storia dell'arte e la pratica museografica attraverso un percorso espositivo articolato con accostamenti e incroci fra venti opere del Museo Civico di Prato, tra cui alcuni capolavori di Battistello Caracciolo, Gerrit van Honthorst o Mattia Preti, e altrettante opere scelte dalla collezione d'arte contemporanea internazionale del Centro Pecci, tra cui quelle di Jannis Kounellis, Mario Merz, Julian Schnabel.

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