Colonna di Anne e Patrick Poirier

L'OPERA SIMBOLO DELLA VOLONTÀ UMANA E DELL'ASPIRAZIONE ALL'ETERNO
È STATA RICOLLOCATA IN VIALE MONTEGRAPPA ALL'INIZIO DEL PERCORSO CICLABILE DEL PARCO FLUVIALE, IN PRESTITO DAL CENTRO PECCI ALLA CAMERA DI COMMERCIO DI PRATO


Dopo lo smontaggio per l'apertura del cantiere per la realizzazione del raddoppio del Centro Pecci, uno dei simboli più interiorizzati dell'arte contemporanea a Prato, la colonna di Anne e Patrick Poirier, sarà temporaneamente ospitata dalla Camera di Commercio di Prato in un terreno di proprietà della stessa in viale Montegrappa.
Gli artisti francesi Anne e Patrick Poirier hanno stretto il loro sodalizio umano e professionale negli anni Sessanta. Da allora hanno intrapreso viaggi alla scoperta di antiche civiltà scomparse, inserendo nel proprio lavoro i temi dell’archeologia, della storia e del mito.
Nella seconda metà degli anni Settanta la loro attenzione si è rivolta ai ritrovamenti delle antichità romane avvenuti nel Rinascimento (Domus Aurea è il titolo di una loro opera del 1976) o alle vertiginose invenzioni che Giovanni Battista Piranesi realizzò intorno alla metà del Settecento (Omaggio a Piranesi fa parte di una serie di lavori del 1978-1981 ispirati a Villa Adriana, in cui fanno la loro comparsa enormi frammenti di colonne in gesso).
La forma monumentale della colonna, proposta in opere di quel periodo come Equilibrio instabile (1978-80), Il Tempio delle 100 colonne (1980) o appunto Omaggio a Piranesi (1981), rimanda ai “grandi sogni collettivi” attraverso i quali in passato si sono provate a rappresentare le forze esterne o a spiegare le pulsioni interne all’uomo.
Uno di questi miti è il combattimento sovrumano “tra gli dei e i giganti... tra le forze telluriche e le forze celesti, le forze dell’ordine e quelle del caos, dell’ombra e della luce” (Poirier). Ne sono testimoni la suggestiva installazione ambientale La morte di Efialte (1982, Collezione Giuliano Gori – Fattoria di Celle, Santomato di Pistoia), precedente diretto del gigantesco occhio di marmo, frammento ciclopico proveniente dalla scenografia dello spettacolo teatrale Ella (1989) ricollocato ora nel cortile della Biblioteca comunale Lazzerini all'ex Campolmi di Prato, e dell’imponente e luccicante colonna d’acciaio realizzata all’inaugurazione del Centro Pecci (1988), inossidabile come il metallo di cui è fatta e scomposta come se avesse subito un crollo. Sul basamento della colonna compare l’iscrizione beffarda: EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS (“ho eretto un monumento più duraturo del bronzo”: frase tratta dall’Ars Poetica di Orazio), che sottolinea la condizione di fragilità e il destino di caducità insiti nella natura e nelle vicende umane, ma afferma pure il desiderio di affermarsi e la volontà di potenza dell'uomo, la sua capacità di resistere alle avversità e l’aspirazione a vivere in eterno.


Anne e Patrick Poirier
(Anne Poirier, Marsiglia, 1942; Patrick Poirier, Parigi, 1942; vivono e lavorano a Parigi)

EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS, 1988
Acciaio inox inossidabile, h6x22x6,7 metri
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
Donazione di Finanziaria Breda, Officine Galileo, SMA Segnalazione Marittima ed Aerea
In comodato alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Prato

 

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