1988 Vent'anni prima

Il museo e la sua collezione
La vasta attività espositiva prodotta e presentata al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci dal 1988 ad oggi, che ha permesso di proiettare Prato al livello delle maggiori realtà museali nazionali e internazionali, rispecchia un modello finalizzato a contenere "eventi" effimeri di grande risalto e in rapida successione. A questa considerazione del museo come un "palazzo delle esposizioni" si sostituisce oggi l'idea che il suo "fondamento e la ragion d'essere" si trovi piuttosto nella presenza di un cospicuo patrimonio di opere raccolte e continuamente in crescita, tale da costituire il corpus principale e la vera finalità dell'attività museale.
Il ricco patrimonio di opere raccolte e in costante espansione ha stimolato negli ultimi anni un'attenta riflessione sulla centralità della collezione e su attività fondamentali come la catalogazione e la conservazione, da affiancare stabilmente all'organizzazione e presentazione di mostre temporanee.
L'adeguamento definitivo degli spazi tecnici al piano interrato e il potenziamento dello spazio espositivo dedicato alla collezione, considerati quali sviluppi necessari del processo di funzionalizzazione avviato negli anni scorsi, ha indotto la direzione del Centro a prevedere la possibilità di un ampliamento dell'edificio esistente e la famiglia Pecci a proporne concretamente la realizzazione commissionando il progetto a Maurice Nio, figura tra le più interessanti dell'innovativa scena architettonica olandese. In tal modo la famiglia Pecci ha voluto rilanciare la sfida culturale proposta alla città oltre vent'anni fa, accolta come allora con favore dal Comune di Prato che promuove e sostiene la nuova costruzione insieme alla Regione Toscana.
Attraverso l'esposizione continuativa di una cospicua parte della collezione e la corrispondente sistemazione nei depositi si potrà consolidare l'identità recentemente riconosciuta al Centro di "Museo d'arte contemporanea" d'interesse regionale e riaffermarne il carattere di eccellenza nel panorama artistico nazionale e internazionale.

Il progetto d'ampliamento
Il progetto d'ampliamento risponde ai requisiti fondamentali di raddoppiare lo spazio espositivo a disposizione, di permettere un'ampia presentazione del patrimonio permanente del museo, la suddivisione degli spazi e l'alternanza dei progetti espositivi, d'individuare un unico ingresso centrale, di facilitare la circolazione del pubblico al suo interno e rendere accessibili, quindi più integrati alla vita della città, i servizi d'accoglienza, didattica, ristorazione e vendita commerciale che sono ormai parte integrante dell'offerta culturale del museo contemporaneo.
Il progetto ideato da NIO architecten è inoltre conseguente alle reali esigenze di visibilità, funzionalità e flessibilità della macchina museale. Con la sua forma circolare e la copertura metallica scintillante è deciso a stagliarsi nell'ambiente circostante e con la sua alta torre zigzagante ad affermare il ruolo di "sensore" del museo, pronto a ricevere gli stimoli culturali provenienti dall'esterno e a diffondere le proprie proposte al territorio (Sensing the waves è il motto coniato a questo proposito da Maurice Nio). Attraverso la trasparenza dei locali posti al piano terra propone di proiettare e rendere fruibili anche all'esterno i vari servizi che offre al pubblico. Con l'ampiezza del nuovo piano espositivo, di altezza variabile e suddiviso in due ali che si restringono e si collegano alle attuali sale museali, potrà inoltre garantire varie soluzioni e modulazioni spaziali adatte alle caratteristiche delle opere d'arte contemporanea. Posto così a cingere la "fabbrica di cultura" di Gamberini, l'avveniristica architettura disegnata da Nio sintetizza al meglio la nuova centralità che il museo intende assumere in un contesto urbano che, a sua volta, si sta espandendo e trasformando, dichiarando la propensione del Centro ad aprirsi e irradiarsi all'esterno.
Il museo e il suo territorio
Il museo potrà finalmente mostrare la propria collezione in modo ampio e continuativo, presentandosi come sede prestigiosa ben identificabile, aprendo all'esterno i propri servizi e proposte culturali per contribuire alla crescita intellettuale oltreché economica dell'area in cui opera.
Disponendo simultaneamente di servizi al pubblico completamente rinnovati e di vari spazi espositivi organici fra loro, nei quali alternare senza interruzioni le mostre temporanee e la presentazione della collezione permanente, il Centro Pecci potrà finalmente rappresentare e promuovere l'immagine di una città e di una regione in cui, oltre a lunghe tradizioni culturali e grandi civiltà artistiche del passato, hanno sede anche significativi esempi e molteplici sviluppi d'arte contemporanea.


Informazioni sull'ampliamento
Inizio del progetto: 2006
Completamento del progetto: 2008
Inizio dei lavori: 2010
Termine dei lavori: 2012

Progetto: NIO architecten, Rotterdam
Team progettuale: Arch. Joan Almekinders, Arch. Emanuela Guerrucci, Arch. Maurice Nio, Arch. Luca Rimatori, Arch. Giuseppe Vultaggio
Opere strutturali, progetto: Ing. Jan Van Der Windt - Ingenieursbureau Zonneveld
Impianti, supervisione: Ing. Henk Knipscheer
Analisi geologiche: Geol. Deborah Bresci
Opere strutturali, progetto esecutivo: Ing. Iacopo Ceramelli
Opere strutturali, direzione operativa: Ing. Andrea Vignoli
Impianti meccanici: Ing. Dante Di Carlo
Impianti elettrici: Ing. Maurizio Mazzanti
Impianti elettrici, collaboratori: P.I. Alessio Diegoli, P.I. Riccardo Tignoli
Coordinamento sicurezza: Arch. Paola Falaschi
Illuminotecnica: Arch. Bernardo D'Ippolito
Acustica: Ing. Pietro Danesi
Impainti antincendio: Ing. Dante Di Carlo
Collaudo statico e tecnico-amminsitrativo: Ing. Massimo Perri

Responsabile del procedimento: Ing. Paolo Bartalini - Comune di Prato
Collaboratori: Arch. Antonella Cacciato, Geom. Michele Faranda, Geom. Antonio Silvestri - Comune di Prato

Superficie totale: 2.934,70 mq.
Piano terra: 1.044,70 mq.
Primo piano: 1.890 mq.

Sale espositive: 2233 mq. -106 mq. di area a doppio livello, totale 2127 mq.
Sala d'ingresso: 245 mq. +25 mq. di area esterna, totale 270 mq.
Spazi attività educative: 80 mq. di aule +193 mq. di laboratori, totale 273 mq.
Spazio commerciale e media-store: 107 +8 mq., totale 115 mq.
Sala ristorante e bar: 218 mq.
Cucine: 71 mq.
Spazi tecnici nel sottosuolo: 84 mq.
Spazi tecnici al piano terra: 12 mq.
Nuovo magazzino nel sottosuolo: 23 mq.
Magazzino al piano terra: 28 mq.
Bagni e WC: 28 mq. +28 mq., totale 56 mq.
Area tecnica e di emergenza sotto alla Torre: 38 mq.
Ponti di collegamento all'edificio esistente: 79 mq.


L'architetto Maurice Nio
Maurice Nio (1959) si è laureato con lode come architetto nel 1988 presso la Facoltà di Architettura della University of Technology di Delft con il progetto per una villa per Michael Jackson, il più singolare progetto di tesi di quell'anno. Tale progetto è stato di vitale importanza per la formazione del suo modo di lavorare ibrido. Attraverso un misto di processi mentali al tempo stesso mitologici e pragmatici, di strategie di progetto criptiche e allo stesso tempo completamente trasparenti, egli ha realizzato progetti con BDG Architekten Ingenieurs (1991-1996), come ad esempio l'enorme inceneritore di rifiuti aviTwente. Con VHP stedebouwkundigen + architekten + landschapsarchitekten (1997-1999) ha realizzato il Zuidtangent, la più estesa linea di trasporto pubblico ad alta qualità in Europa.
Dal 1 gennaio del 2000 egli opera con il proprio studio NIO architecten e attualmente sta lavorando per lo shopping center più bello del mondo e per la più oscura casa galleggiante in Olanda.

 

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